Candidata trevigiana a Farra Leghisti freddi: «Tu chi sei?»

il casoFrancesco Dal Mas«Ma chi sei? La Lega di Belluno non ha nessun candidato. Che cosa hai fatto per questa provincia?». Tensione, ieri mattina, al gazebo della Lega, installato nelle vicinanze del parcheggio del lago di Santa Croce. Quando si è presentata la parlamentare Ingrid Bisa, Mauro Sperti, già candidato in Comune a Tambre, le ha chiesto conto della sua presenza. Lei che è trevigiana. E soprattutto le ha chiesto di spiegare perché dopo 30 anni la provincia delle Dolomiti e delle Olimpiadi non ha nessun rappresentante in lista, pur essendo, fino ad oggi, la forza politica più votata (ben due i parlamentari nella legislatura uscente).Sperti non conferma l'asprezza del confronto, ma - dice - «ho voluto chiedere conto di tanti problemi aperti». C'era anche l'onorevole Mirco Badole tra i presenti. Il parlamentare cerca di smorzare il tono delle prime indiscrezioni che davano Bisa costretta a lasciare anzitempo Farra d'Alpago. «Le abbiamo significato tutto il disagio della nostra comunità della Lega, anzi di più: le abbiamo detto che siamo molto arrabbiati. E non solo per le candidature. Io, per esempio, non volevo ripresentarmi, mi hanno pregato di farlo e poi è andata come tutti sanno», afferma Badole. «Ma anche perché la segreteria nazionale (veneta) in questi anni non si è mai interessata di Belluno. Mai. E poi per un fatto ancora più grave. Si sono create le condizioni, con questa gestione del partito, perché il voto dei nostri elettori finirà in Fratelli d'Italia. E noi saremo decimati. E, a questo punto, altro che autonomia».Nel pomeriggio, quando si stavano alimentando le polemiche intorno al primo gazebo elettorale della Lega, Franco Gidoni, il commissario del partito nel Bellunese, è dovuto intervenire con un comunicato, invitando i presenti ad astenersi dal commentare. «Dal caro energia, che in montagna pesa di più che altrove, allo spopolamento alle risorse per mantenere in sicurezza un territorio difficile e sempre meno abitato, il gruppo porterà avanti le istanze affinché la provincia sia sempre nell'agenda del prossimo Governo», ha assicurato Gidoni. Silvia Cestaro, consigliere regionale, fa un passo in più. «Anche se il Bellunese è in Veneto regione notoriamente ricca, è da considerare al pari delle aree interne della Sardegna o dell'Aspromonte. Qui c'è bisogno di un'attenzione diversa, di deroghe e aiuti per dare alla gente la possibilità di vivere e di restare, farlo capire a Roma e monitorare costantemente l'azione sarà il nostro impegno da qui ai prossimi anni». Come dire, onorevole Bisa, prenda nota.E lei? «Conosco i problemi del Bellunese, a partire dallo spopolamento», afferma Bisa. «Che, peraltro, è comune anche a Venezia e alla Pedemontana trevigiana». D'accordo, ma sotto il gazebo di Farra - le chiediamo - che cosa vi siete detti? «Niente di così cattivo come magari supponete. Gli amici dell'Alpago hanno manifestato qual è il loro disagio, ma io li ho invitati ad avere ancora fiducia nel partito». Ma quando le hanno chiesto chi era? «Sono stata io stessa a presentarmi. E nessuno mi ha cacciato. Anzi. Pensi che io stessa sono andata in sede regionale a ritirale il materiale di comunicazione per la campagna elettorale destinato a Belluno». Il che significa che la Lega di Belluno non l'aveva ritirato. Il motivo? «No, mi hanno ringraziato». --© RIPRODUZIONE RISERVATA