Palazzo Telve, dallo scandalo a simbolo di un'intera comunità

la storiaIn principio fu palazzo Telve in onore della società che forniva servizi telefonici nel Triveneto. Sessantasei anni dopo, il palazzo delle poste come amano chiamarlo ancora oggi i cortinesi si presenta come un gioiello architettonico, simbolo di rinascita e cambiamento. Si chiama Luce delle Dolomiti, palazzina residenziale illuminata H24 grazie a speciali lampade a basso consumo energetico ed è stata l'insolita protagonista della rassegna culturale "Una Montagna di Libri".La ristrutturazione porta la firma di Lir Capital, società che fa capo a "mister Geox" Mario Moretti Polegato. Quel palazzo è, soprattutto, un pezzo di storia di Cortina. Realizzato dall'estro di Edoardo Gellner in occasione delle olimpiadi del 1956, fu pensato per ospitare il complesso sistema di telefonia dell'epoca garantito appunto dalla Telve. Un servizio strettamente collegato alla rassegna a cinque cerchi. Al piano terra c'erano le cabine mentre ai piani superiori si alternavano macchinari e postazioni per le 131 telefoniste impiegate. Le comunicazioni venivano gestite attraverso un cavo che correva da Mestre a Cortina per 140 chilometri.Palazzo Telve non piaceva ai cortinesi. Ne contestavano un'architettura lontana dalle logiche tradizionali. L'opera di Gellner finì presto nel tritacarne della critica tanto che uno dei più accaniti contestatori del "proliferare del cemento a Cortina" fu un certo Indro Montanelli. «Ci sono entrato la prima volta da bambino per telefonare», ha raccontato Mario Moretti Polegato alla gremita platea dell'Alexander Girardi Hall dove, al fianco del sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi sedeva il sindaco di Jesolo Christofer De Zotti. «Ci sono rientrato quando un gruppo di amici mi ha convinto a ristrutturarlo. C'erano topi, poi sono salito all'ultimo piano dove sono rimasto incantato dal panorama».Un lavoro lungo e certosino, iniziato con il cambio di destinazione d'uso, un piccolo successo firmato dallo studio Bernardi di Cortina. I lavori sono stati seguiti dall'architetto Rosario Picciotto. «È stata una trasformazione più che un restauro», ha detto, «inizialmente era stato pensato come un edificio industriale, senza finestre».Palazzo Telve fu uno scandalo dell'epoca tanto che Gellner, infastidito dalle critiche, decise di non lavorare più a Cortina trovando presto porte aperte nel vicino Cadore, a Borca dove Enrico Mattei gli affidò la realizzazione del villaggio Eni. Eppure col passare degli anni, prima del profondo restauro, all'interno del palazzo delle Poste che originariamente ospitava una caserma dei vigili del fuoco, trovarono spazio un circolo artistico (in mansarda) e la Pretura.«Luce delle Dolomiti è un pezzo di storia di cui tutta la comunità locale dev'essere orgogliosa», ha concluso Mario Moretti Polegato. «Il palazzo non verrà mai venduto, né frazionato. Si è trattato di un'operazione dettata da un'esigenza sociale, quella di restituire al paese un suo simbolo. Il palazzo sarà soggetto ad intervento conservativo». --Gianluca De Rosa© RIPRODUZIONE RISERVATA