L'amarezza dei leghisti bellunesi: escluderci scelta grave del partito

Irene Aliprandi / belluno«Ore e ore a sentire bla bla sul rispetto dei territori e dei cittadini e poi si comportano così, se ne fregano. La mia pazienza ha un limite». È più di un mal di pancia il virus che si sta diffondendo tra i leghisti bellunesi. Molti devono ancora metabolizzare la cancellazione della provincia dalle liste per le elezioni politiche, altri, quelli che sanno come sono andate le cose, iniziano a farsi sentire. Come Mirco Badole, il deputato uscente: «Io non lo volevo più fare, ne avevo abbastanza, ma avevamo altri quattro nomi molto validi. Tutti ignorati. È ben dura fare campagna elettorale così, perché i bellunesi non hanno nessun rappresentante, ma anche nel resto del partito non va tanto meglio». Secondo Badole, la Lega non ha mantenuto gli impegni con i territori e questo: «È gravissimo. È la prima volta che Belluno non ha nemmeno un candidato e questo mi amareggia per i bellunesi e per il partito. Io non so cosa farò, mi serve una pausa di riflessione. Intendevo continuare a seguire e ad impegnarmi per il partito, ma se questo è il buongiorno dei giovani rampanti e sapienti non so se ne avrò ancora voglia».Nella rosa dei nomi inviati al regionale dalla Lega bellunese, oltre a Badole, c'erano anche Andrea De Bernardin, Marianna Hofer, Gianvittore Vaccari e Tatiana Conte, e anche il sindaco di Rocca Pietore esprime tutta la sua preoccupazione: «La delusione è grande, perché a mio parere la Lega bellunese aveva espresso cinque candidature serie, con due sindaci in carica e persone di esperienza, che avrebbero potuto dare una rappresentatività importante al Bellunese. Il partito invece non ha fatto questa scelta», insiste De Bernardin. «L'attenzione della nostra dirigenza regionale di Padova verso i territori, purtroppo, è parecchio discutibile. Perché è ovvio che nessuno dei nostri vicini di casa e amici trevigiani potrà farsi carico di rappresentare la provincia di Belluno come lo avrebbe fatto un esponente bellunese». L'unica consolazione, se così si può chiamare, è che il problema è assai diffuso. «Anche gli altri partiti si sono comportanti come il nostro e i prossimi cinque anni saranno senza alcun vantaggio per noi», conclude De Bernardin.Pensa proprio agli appuntamenti più imminenti il sindaco di Valle di Cadore: «La sconfitta è sempre della squadra. Io non avevo aspettative per me, ma speravo che almeno uno di noi ci fosse nelle liste. Invece qualcosa è andato storto e chi ha deciso ha sbagliato, perché questo è un territorio con tematiche ben diverse dalla pianura e non si può dimenticare che tra qualche anno ospiterà le Olimpiadi invernali». Detto questo la Hofer non si tira indietro: «Io vengo dallo sport e la campagna elettorale è un gioco di squadra».Moderato l'ex senatore Vaccari, che però attende un confronto: «La prossima settimana ci sarà un direttivo provinciale e faremo tutte le riflessioni del caso. C'è un commissario che è già uscito con alcune dichiarazioni. In direzione faremo il punto e pianificheremo la strategia elettorale. Nella vita si può sempre sperare di più e di avere maggiori soddisfazioni, ma la cosa importante è che vinca il centrodestra e che ci sia un governo stabile che sappia fare bene per aiutare la gente e portare l'autonomia al Veneto. A prescindere dai nomi e dalla loro provenienza, chi andrà a Roma dovrà farsi carico di tutto questo».Da parte sua il commissario provinciale, Franco Gidoni, torna all'origine del problema: «La legge elettorale è così e, per ora dobbiamo farcene una ragione, ma dovrebbe essere la società civile a chiedere che venga cambiata perché così non funziona. Il fatto è che non so quanto la gente sia attenta a questo problema nel momento in cui non sa come arrivare a fine mese e di sicuro governo e Parlamento avranno ben altro a cui pensare. Per almeno due anni non se ne parlerà più e se è ovvio che aumentare di nuovo il numero dei parlamentari non sarà mai possibile, una rimodulazione del sistema è indispensabile per garantire rappresentatività ai territori». --© RIPRODUZIONE RISERVATA