Energia, costi triplicati «Per noi imprenditori è peggio del Covid»

Irene Aliprandi / bellunoDa meno di 9 mila a quasi 30 mila euro al mese. Il costo dell'energia è ormai fuori controllo e gli aumenti non sembrano destinati a fermarsi. Anzi, ad agosto gli imprenditori si aspettano rincari ancora peggiori. E così, anche in una stagione che sta andando alla grande, gli utili saranno azzerati perché se ne andranno per pagare le bollette.A spiegare la situazione nel settore alberghiero e della ristorazione è Gianluca Sartori, legale rappresentante della società Marmarole Sas, che gestisce diverse attività importanti in Cadore: l'Hotel Antelao Dolomiti Mountain Resort di Borca, la Corte spa e l'Happy park sempre a Borca, e la Locanda Villa Gaia a Venas. «Riceviamo una bolletta unica, anche se poi divisa in settori, per tutte le attività e il confronto tra il luglio 2021 e lo stesso mese di quest'anno è pazzesco».Per l'energia elettrica la società è passata dagli 8.881,77 euro del luglio 2021 ai 29.202,91 euro di quest'anno. Per il gas, che d'estate si limita all'acqua calda, da 4.462,60 a 13.432,31 euro. «Fortunatamente stiamo lavorando alla grande e abbiamo i soldi per poter pagare, ma così non si creano i margini di guadagno che consentono alla società di crescere e di investire», chiarisce Sartori. «Finiremo questa stagione in pareggio e ho paura di vedere cosa succederà nei prossimi mesi, cioè quando inizieremo a dover accendere il riscaldamento. Temo che mi convenga chiudere, ma non è questa la soluzione».Chiudere infatti significa un depauperamento dell'offerta ai residenti locali oltre che ai turisti e più di 50 posti di lavoro fermi. «In minima parte l'aumento delle bollette è dettato anche dall'aumento del lavoro e dal fatto che abbiamo implementato alcune dotazioni, come i frigoriferi, ma non credo che si possa giustificare così. E per fortuna non abbiamo bisogno di condizionatori, perché so di colleghi di località marine che stanno ricevendo batoste ancora peggiori».Inevitabile, quindi, ritoccare i prezzi, ma non basta a riportare la situazione in parità: «Il prezzo delle camere non è fisso, vengono vendute in base alla richiesta di mercato, quindi con prezzo fluttuante, ma diciamo che la tariffa minima è aumentata di 20 euro. Per quanto riguarda i pasti abbiamo ritoccato di 1-2 euro e di 0,50 centesimi le bevande: lo spritz ad esempio è passato da 3 a 3,5 euro. Però va detto che i nostri prezzi erano fermi da tempo e quello dell'energia è solo uno dei rincari. È aumentato tutto: la lavanderia del 20%, le materie prime del 10% e le bevande del 5% ma solo perché il nostro fornitore è bravo e per il momento cerca di limitare i prezzi». Sartori, come tutti i colleghi, è molto preoccupato per il prossimo futuro: «Adesso lavoriamo a bomba, ma come faremo quando saremo vuoti? A giugno l'aumento era stato più contenuto, avevamo pagato circa 13 mila euro ed ero quasi contento, ma adesso diventa impossibile programmare il futuro».«Questa situazione è peggiore perfino del Covid», racconta Riccardo Minella della storica pasticceria La Briciola di Santa Giustina e della pasticceria Baby B di Sedico, 24 persone impiegate nel complesso. «Paghiamo esattamente il triplo dell'anno scorso, pur consumando di meno. Prima lo facevo per etica e cultura personale, ma ormai spegnere tutto ciò che non serve è quasi un'ossessione e non accendiamo mai i condizionatori. Eppure non è bastato e ho già paura di vedere la bolletta di agosto, perché so che ci sarà un ulteriore aumento. In questo momento il problema è limitato, perché stiamo lavorando tantissimo, ma non durerà». Minella, come tutti aveva tre scelte: abbassare la qualità, andare in perdita e ritoccare i prezzi e ha scelto quest'ultima strada: «Ridurre la qualità è impensabile, quindi purtroppo abbiamo dovuto praticare degli aumenti. Per ora siamo a un più 10 centesimi, ma non basterà e possiamo solo sperare che cambi presto qualcosa». Minella non ha dubbi: «Questi ultimi due anni e mezzo sono stati i peggiori in 38 anni di storia della Briciola e la guerra in Ucraina ha avuto conseguenze più pesanti del Covid. Durante il Covid abbiamo sempre lavorato facendo consegne a domicilio in tutta la Valbelluna e l'asporto, e la clientela ci era grata, mentre nei primi due mesi di conflitto non veniva nessuno. Poi la situazione si è normalizzata, ma è arrivata l'esplosione dei costi dell'energia e i soldi nelle tasche della gente iniziano a finire. Noi faremo tutto il possibile, ma non so cosa ci aspetta, anche perché tutto sta aumentando: burro, farina, zucchero sono cresciuti dal 40 al 50% in un anno. È un disastro».Arrivando in città a Belluno, c'è chi sta cercando di non aumentare i prezzi, ma dovrà capire come evolve la situazione: «Solo per l'energia elettrica siamo passati da 800 a 1.200 euro al mese», spiegano i titolari della Pizzeria F40 nella centralissima Piazza dei Martiri, Nives e Gianni Mazzucco. «La legna per il forno è passata da 185 a 300 euro al bancale, che ci basta per un mese, ma a chi ha il forno elettrico va peggio. Per ora non abbiamo aumentato i prezzi, ci limitiamo ad applicare il coperto che in passato evitavamo e a non dare più la bibita in omaggio a chi prende le pizze da asporto. In futuro bisogna vedere cosa succederà». --© RIPRODUZIONE RISERVATA