Didattica digitale: oltre sei milioni alle scuole bellunesi Presidi sorpresi

Alessia Forzin / bellunoUna pioggia di milioni per le scuole bellunesi, ma i dirigenti non ne sapevano nulla. È la sorpresa il sentimento dominante fra i presidi degli istituti comprensivi e delle scuole superiori della provincia, che si sono visti assegnare complessivamente oltre sei milioni di euro per ammodernare e rendere più tecnologici aule e laboratori. Sono i fondi del Piano "Scuola 4.0", finanziato dal progetto dell'Unione Europea Next Generation EU. Con la misura 1, dedicata a investimenti nelle aule, sono stati finanziati gli istituti comprensivi e superiori; complessivamente, sono stati assegnati 4.206.445,42 euro. La misura 2, dedicata agli investimenti nei laboratori, vede invece beneficiarie le scuole superiori, per complessivi 1.853.931,78 euro.Sono tanti, tantissimi soldi. Tutti insieme, in una sola volta, i dirigenti non li hanno visti mai. «Sicuramente troveremo il modo di spenderli», dicono un po' tutti, «ma dobbiamo parlarne con gli insegnanti, i genitori, definire i progetti». I soldi, infatti, non sono arrivati partecipando ad un bando. E quindi i presidi non se li aspettavano. Lo hanno scoperto grazie ai portali web dedicati alla scuola, qualcuno direttamente dai giornalisti.I finanziamenti sono corposi: per i laboratori si va da 124 mila euro a 164 mila, per le aule si va dai 33 mila euro assegnati al comprensivo di Zoldo ai 201 mila euro per l'Ic di Feltre.ATTREZZATURE PER LE OFFICINEL'Istituto di istruzione superiore di Feltre ha ricevuto 178.839 euro per ammodernare le aule (l'obiettivo è la didattica 4.0) e 164.644 per i laboratori. «E altri 124 mila euro per contrastare la dispersione scolastica», dice il dirigente, Alessandro Bee. «Siamo a mezzo milione di euro, una cosa mai vista. Non sarà semplice gestire queste somme dal punto di vista amministrativo». Bisognerà definire i progetti, contattare le imprese per i preventivi, fare le gare, le rendicontazioni. Tutta burocrazia che si somma a quella che le scuole devono già affrontare. Certo, è positivo che ci siano tanti soldi per le scuole: «Noi potremmo acquistare i nuovi torni per le officine per esempio», evidenzia Bee. «Punteremo sulle attrezzature, perché il Negrelli sarà demolito e dobbiamo pensare a qualcosa che possa essere traslocato nel nuovo edificio che sarà costruito».LE NECESSITà DEI COMPRENSIVIAnche Mauro De Lazzer, dirigente del Catullo a Belluno, non sa ancora come investire i circa 320 mila euro che ha ricevuto grazie al Piano "Scuola 4.0", cui si sommano i 150 mila euro ottenuti per contrastare la dispersione e il disagio scolastico. «Ci dobbiamo ragionare», premette, «anche perché il riparto è appena uscito. La nostra scuola negli anni ha investito molto sulle tecnologie, abbiamo laboratori all'avanguardia e anche le aule sono a posto, ma le idee usciranno. I soldi investiti nella scuola sono sempre positivi, anche se a noi servirebbero certezze in altri ambiti». Come quello del personale, visto il continuo turn over e le cattedre che devono essere occupate ogni anno.«A noi servirebbero anche maggiori spazi, a livello di struttura, ma questi sono ragionamenti più ampi», conclude De Lazzer. Che è anche reggente all'Ic di Pieve di Cadore, istituto che ha ricevuto poco più di 130 mila euro per ammodernare le aule: «Qui siamo un po' più indietro sulle dotazioni tecnologiche, si può pensare di investire i contributi in progetti di questo tipo», conclude. «Nei comprensivi, specie quelli di montagna, ci sono maggiori necessità di investimenti».Lo conferma Paolo Rigo, dirigente dell'Ic di Forno di Zoldo: «Noi abbiamo appena ordinato degli arredi, bisogna capire se si possono pagare, almeno in parte, con questo contributo. Altrimenti penseremo a strumentazioni digitali, come le digital board».«OPPORTUNITà DA NON SPRECARE»Chi ha già in mente come investire i soldi (160.210 euro per l'Ic 2 di Belluno, quasi 164 mila per l'Ic di Trichiana) è la dirigente del Tina Merlin, Bruna Codogno. Entusiasta per i fondi per le scuole. «Quando parliamo di didattica digitale, parliamo di connessioni. A Belluno siamo a posto, a Trichiana serve qualche intervento», premette. «Ho già qualche idea su come investire questi soldi, ma voglio condividerle con gli insegnanti. Di sicuro è una bellissima opportunità, sono risorse che non si possono sprecare e che daranno una svolta al modo di stare in classe». --© RIPRODUZIONE RISERVATA