Chiesto l'abbreviato per il maresciallo

LONGARONE Rito abbreviato per il maresciallo Di Tullio. L'ha chiesto l'avvocato difensore del sottufficiale, che fino all'anno scorso comandava la stazione dei carabinieri di Longarone, Marzia Ianese, di fronte al giudice Antonella Coniglio e all'accusa di furto aggravato e continuato. Secondo la Procura, il cinquantaduenne originario di Padova fu scoperto a rubare in un supermercato. L'avrebbero visto chiaramente le telecamere di sicurezza del negozio e l'ultima volta sarebbe stato sorpreso con addosso una confezione di tinta per i capelli. Non ci sarebbe stato un soltanto un furto nel corso delle settimane, ma più di qualcuno, ecco perché nel capo d'imputazione si parla di continuato, oltre che di aggravato. Nel frattempo, Nicola Maria Di Tullio è stato trasferito a Vittorio Veneto e la stazione longaronese ha un altro reggente. Nella nuova destinazione, l'imputato rimane in attesa di giudizio. Ieri mattina non era presente in aula, quando il suo legale ha chiesto un rito alternativo, che in caso di riconosciuta colpevolezza consente di avere la riduzione di un terzo secco della pena prevista. Ma la difesa di fiducia punta direttamente all'assoluzione, senza dover ricorrere al dibattimento, visto il tipo di rito scelto: «Siamo convinti di poterla ottenere», garantisce Ianese, «abbiamo fondati motivi per pensare che il maresciallo non abbia commesso quello che gli viene addebitato. La linea difensiva sarà sicuramente questa e non voglio anticipare altro, naturalmente». Da parte sua, la Procura non può che essere convinta del contrario, soprattutto perché ha visionato le immagini del circuito chiuso del negozio e potrebbe giurare che quell'uomo con la tinta appena prelevata dallo scaffale e destinata all'uscita senza passare per la cassa è proprio Di Tullio. L'udienza, a questo punto, definitiva si svolgerà il 27 ottobre, alle 10 e non si può nascondere che si sia parecchia attesa per la sentenza. Gigi Sosso