Non è vero, non mi abbandonerai mai

Apro il giornale online e leggo che Maurizio De Luca ci ha lasciato. Non ci credo non è vero, un direttore non mi abbandona. Quando lascia Padova si stabilisce tra di noi un rapporto ancora più forte di prima. Io devo poterlo sentire quando voglio e lui deve potersi rassicurare, quando lo ritenga necessario. Ed i tempi della giustizia sono talmente lunghi, che si finisce con credere che non ci lasceremo mai. E la cosa non mi dispiace,anzi mi consola. In particolare con Maurizio, un uomo forte che fece grandi questi giornali dando loro stabile autorità. Non furono anni facili, quelli di De Luca nel Veneto, furono gli anni della strage di Capaci e dell'offensiva mafiosa, che spezzarono un certo quale edonismo che pareva rendere tutto possibile. Maurizio fu subito in prima fila:per lo spirito civile che lo animava ,ma anche per la certezza, che non ci si poteva nascondere dietro la regionalità del malaffare, che la mafia, già da tempo un sistema globale, interessava tutti noi. Ma la sua non fu di certo l'antimafia di maniera, o gli strepiti, che allarmarono Sciascia: fu il comportamento di un uomo forte che fece quello che sentiva di fare. Era una certezza, Maurizio, perché faceva sempre quello che si doveva fare. Per me, dunque, riferimento sicuro. Uno che ti ascoltava e poi assieme si decideva cosa fare, ma lui certamente era pronto, se necessario, a sostituirsi a te. Uno, insomma che quando non c'è più, ti manca. Per questo la prima reazione è stata: non è vero, tanto io e Maurizio ci sentiamo sempre quando è necessario. Ti sia lieve la terra, carissimo amico mio. Luigi Pasini