Napolitano: contro di me attacchi faziosi

ROMA Il doveroso rispetto del principio della divisione dei poteri: è quello che il Capo dello Stato rivendica di aver seguito anche nell'ultimo anno da Presidente. Quello in cui, a causa del «forzoso prolungamento» delle sue funzioni di Presidente, ha dovuto fronteggiare reazioni «aggressivamente faziose» a quella che è stata la sua linea di condotta anche nelle questioni che attengono il rapporto tra politica e magistratura. Il Presidente della Repubblica accoglie al Quirinale i giovani magistrati tirocinanti ed è a loro che si rivolge per un nuovo messaggio sulla giustizia. Materia per la quale torna ad invocare una riforma. Da troppo tempo, ricorda il capo dello Stato, «si invoca un rinnovamento che tarda ad arrivare per un recupero di efficienza, efficacia ed economicità e soprattutto per il pieno ristabilimento del rapporto di fiducia con i cittadini». Lo chiede al nuovo ministro Andrea Orlando che non lascia cadere l'invito ma avverte: «Credo che ci possano essere le condizioni per una riforma della giustizia, anche se questo è un Paese in cui non ci vuole nulla a riaccendere il conflitto» dice il guardasigilli a cui il Presidente chiede di affrontare la questione «in un confronto costruttivo con tutti gli operatori». Ma il messaggio del capo dello Stato è rivolto anche alla magistratura: a lei chiede di «evitare personalismi ed arroccamenti», di fare uno sforzo per proporsi «sempre meno come potere e sempre più servizio». Chiede esempi virtuosi anche nei comportamenti personali che devono essere improntati alla «sobrietà» non solo professionale, ma anche privata. Nel suo messaggio il capo dello Stato evita ovviamente di fare riferimenti a vicende e partiti: ma non sfugge come il Presidente sia stato proprio nell'ultimo anno oggetto di critiche da parte dei partiti politici sia per la vicenda della grazia a Berlusconi, sia per i continui attacchi del Movimento 5 Stelle. Non lascia dubbi Massimo D'Alema che definisce «disgustosa» la continua «aggressione di Berlusconi al presidente della Repubblica». Napolitano si limita invece a ricordare gli ostacoli sul percorso delle riforme. Di aver «personalmente sperimentato contraddizioni, incertezze, opposte pregiudiziali che hanno ostacolato i necessari processi di rinnovamento in diversi campi della vita istituzionale». Ora, dunque, «c'è bisogno di una nuova e più alta stagione di coesione nazionale, di fervore ideale e morale» e di un clima «nuovo per pacatezza e impegno, e rispetto reciproco».