Il Cadore protesta: «Sorvegliati speciali»

CIBIANA DI CADORE. Inaugurata sabato a Cibiana, nella sala superiore del Museo del Ferro, l'esposizione del fotografo di Venas di Cadore Franco Oliveri, meglio conosciuto come "Frol". Una inaugurazione molto affollata. Tra le opere esposte anche alcune famose a livello nazionale, come quella scelta dal Sole 24 ore e quelle sulla chiesa di S.Martino. Sono soddisfatto, ha affermato, anche perché sono venuti a trovarmi alcuni amici che non vedevo da tempo, come Giovanni Battista Pordom, lo sfortunato campione di sci di S.Vito che oggi vive a Reno, in Nevada. Era presente, seppure con le stampelle, anche Guido De Zordo, l'ex sindaco di Cibiana, che si sta rimettendo in salute dopo una operazione chirurgica. E' venuto accompagnato da Eusebio Zandanel suo successore. All'interno della mostra sono visibili anche altri lavori del fotografo, come la guida di Nebbiù, alla quale ha collaborato in questi mesi. La mostra rimarrà aperta fino al primo settembre dalle 10 alle 18 e sarà possibile seguire anche la proiezione di un video su Cibiana, con la sua storia e la sua cultura. CADORE Tutti i sindaci Cadorini riuniti sono scesi a manifestare al Prefetto Maria Luisa Simonetti. Esprimo il disagio della comunità composta dagli 8 comuni del Centro Cadore, spiega Pier Luigi Svaluto Ferro presidente della Comunità Montana Centro Cadore, nonché sindaco di Perarolo, visto che ci stiamo dirigendo verso l'unione dei municipi è bene che il Cadore faccia massa critica e porti chiara la voce del suo territorio. In questo momento complicato il Cadore sta alzando la testa e, nelle difficoltà generali, ci sembra ulteriormente di vivere una situazione di marginalità. L'incontro di ieri, continua, anche se avvenuto nel momento a noi non favorevole di passaggio di consegne tra l'attuale e il nuovo Prefetto, ha voluto esprimere questa sensazione di disagio e emarginazione. I nostri cittadini si sentono sotto tiro da chi invece dovrebbe supportarli. Ad esempio mi sembra fuori luogo che in piena stagione turistica ci troviamo con la viabilità non in ordine come dovrebbe per agevolare i flussi, oppure che venga inflitto un controllo più da "cani da guardia" che da garanti dell'ordine. Anche Luca De Carlo, sindaco di Calalzo, era presente e ha voluto esprimere la sua opinione in merito: Mi aspetterei di avere lo Stato al fianco dei cittadini, invece sento che il nostro territorio è trattato da sorvegliato speciale. Etilometri ogni fine settimana e autovelox asserragliano i nostri Comuni, lungaggini per ottenere le autorizzazioni e controlli costanti danno la sensazione ai cittadini di essere vittime di un moto persecutorio. Lo dico io che sono garante dell'ordine e della disciplina, ma riconosco che ci sono dei limiti. È provato che il dispiegamento di forze dell'ordine faccia sentire protetti (da cosa poi mi chiedo?), ma quando è troppo è troppo! L'incontro di ieri mattina è stato utile a manifestare i disagi dei cittadini che noi sindaco cadorini rappresentiamo, nel totale rispetto delle istituzioni. Non crediamo sia più sopportabile che i cadorini percepiscono vessazione, quando lo Stato dovrebbe essere loro vicino. E noi amministratori siamo il contatto diretto delle istituzioni con il territorio, e ci troviamo in difficoltà a spiegare certi comportamenti decisamente eccessivi. Anche Maria Antonia Ciotti, sindaco di Pieve di Cadore, è stata chiara: Abbiamo espresso tutti insieme al Prefetto il nostro disappunto: come sindaci siamo premuti a destra e a manca per occuparci di turismo. Ma non dobbiamo essere limitati. Vogliamo agire in totale rispetto della legalità, ma anche essere trattati tutti allo stesso modo. Credo che il nostro interlocutore abbia ben recepito che enti come l'Anas, che nella fattispecie ci ha fatto eliminare il cartello recante l'indicazione "Pieve di Cadore Città di Tiziano" perchè posto in luogo non esatto, siano più comprensivi. A monte delle azioni che un Comune si impegna a svolgere sono stati sostenuti dei costi, anche per questo, nel momento difficile che stiamo attraversando, è bene darsi una mano per il bene di tutti. Maria Ioppi