Alpago e Cadore, unite i Comuni

Alpago, laboratorio per un Comune unico. Merita un attento monitoraggio la proposta del Comune di Pieve di riunire sotto un'unica amministrazione i cinque Comuni dell'Alpago. Il consiglio Comunale di Pieve ha dato il via libera ad una proposta di legge da presentarsi in Regione. Contemporaneamente un apposito comitato raccoglierà firme per il necessario referendum. I risparmi per la cittadinanza nei costi della politica e dei servizi sono facilmente intuibili. L'augurio è che Farra e Tambre, un tempo contrarie al progetto di fusione, possano rivedere le loro posizioni ed aderire al progetto del sindaco Erminio Mazzucco. In tutti i casi il laboratorio dell'Alpago esprime un'esperienza positiva. Da esportare in Cadore. Qui già 5 Comuni su 22 (Pieve di Cadore, Auronzo, Zoppè, San Vito e San Pietro) si sono dichiarati contrari a qualsiasi fusione (rivista Cadore di gennaio 2011). Ma gli altri? Comuni come Vigo, Lozzo e Lorenzago, tutti tra loro confinanti, geograficamente lillipuziani, che tutti assieme non superano i 4mila abitanti, a malapena serviti da un unico servizio di farmacia, privi di cinema e teatro, impossibilitati a promuovere manifestazioni culturali di un certo spessore per ovvie ragioni, che motivo avrebbero per dire no ad un'eventuale fusione tra loro? Un comune unico ai piedi del monte Tudaio, del Cridola e del Pian dei Buoi, che potesse dialogare, primus inter pares, con la val d'Ansiei auronzana ad ovest ed il centro cadore di Pieve e Calalzo a sud, rappresenterebbe un ottimo progetto per una politica che oggi come oggi è in pessimo stato di salute.
In questo senso Cadore e Alpago potrebbero dialogare. Sostenendosi reciprocamente per un bellissimo progetto potenzialmente destinato a far scuola.