«Essere scelto è stato un sogno»

BELLUNO.Il capitano Mattia Bortoluzzi, 2mila ore di volo, due missioni in Afghanistan, è il terzo bellunese ad aver ricoperto il prestigioso ruolo di pilota delle Frecce tricolori. Prima di lui, negli anni '60, due piloti cadorini, De Podestà e Frescura. Mattia è nato a Tambre d'Alpago nel 1979 e si è diplomato all'Itis 'Segato" di Belluno. Figlio di Sandro Bortoluzzi (ex presidente della Comunità montana e vicesindaco di Tambre), Mattia ha un passato di dj nella discoteca all'Alba del padre. E' entrato nell'Aeronautica militare nel settembre 1999 frequentando il 119mo Corso Aupc (Allievi ufficiali pilota complemento). Quindi ha frequentato l'Accademia di Pozzuoli e al 70mo Stormo di Latina ha conseguito il brevetto di pilota. Al 61mo Stormo di Galatina (Lecce) ottiene il brevetto di pilota militare e nell'aprile del 2001 è nominato sottotenente pilota. Come è nata la sua passione per il volo? «Ho sempre avuto la passione per la meccanica, i motori, la velocità. La scelta di entrare in Aeronautica militare è maturata dopo la scuola, quando ad un Air show di Istrana chiesi informazioni ad un pilota». E le Frecce Tricolori? «Un sogno tenuto nel cassetto che non avevo il coraggio di aprire. Ho iniziato a crederci quando è avvenuta la selezione. Ero in Afghanistan quando il mio comandante me mi ha dato la notizia. E' stato come mi crollasse il mondo addosso. Dalla felicità ovviamente». (rdn)