Chilometro zero antidoto ai pesticidi

FELTRE.L'agricoltura sana e biologica, quella che cura le piante in modo tradizionale senza diserbanti e pesticidi chimici, non ha niente a che fare con il modello trentino, in primis la Val di Non in cui impera la monocultura intensiva della mela. Ci tiene a sottolinearlo il gruppo Coltivare condividendo, che mette al bando quei «meleti intensivi e super trattati, dove si elencano quarantuno interventi fitosanitari nel 2008 e trentatrè nel 2009 in un paesaggio fatto di pali di cemento e parvenze di meli ammassati gli uni agli altri come polli in batteria», per contrapporre i pregi di «un'agricoltura ecosostenibile, rispettosa dell'ambiente, della biodiversità e della salute che vorremmo per la nostra provincia». E sempre a proposito delle mele della Val di Non, i portavoce dell'associazione ricordano le analisi commissionate da alcuni abitanti trentini a spese proprie per evidenziare i livelli di contaminazione del terreno. Un rapporto che rivela come in dodici campioni su tredici siano stati rinvenuti residui di pesticidi (fino a 70 metri di distanza dalle coltivazioni) con una presenza contemporanea di principi attivi da due a sei. In più, c'è una pubblicazione di Legambiente: su ventidue campioni di mele, nove erano irregolari a causa del superamento dei limiti massimi consentiti di Boscalid (un funghicida), e dodici presentavano almeno un residuo.
«Va anche ricordato, in negativo, come il modello di sostegno alla zootecnia di montagna basato sulle grandi stalle (oltre cento capi) stia disseminando problemi importanti, specie sui pascoli», aggiungono i portavoce del gruppo. Al contrario, «il domani del feltrino non deve ispirarsi alla monocoltura intensiva che devasta e inquina il territorio. Crediamo invece in un'agricoltura sostenibile a chilometro zero e in un legame con turismo e artigianato». Come testimonia il successo dei gruppi di acquisto solidale che si diffondono sempre di più, promuovendo i prodotti tipici insieme all'abitudine del mangiare sano. Tanti soggetti credono poi nell'accorciamento della filiera con mercatini e varie iniziative. (sco)