Ronchi: «Gsp fa scuola»

CORTINA.Simpatico siparietto all'Audi Palace di CortinaIncontra tra il ministro delle politiche europee, Andrea Ronchi, e Franco Roccon, presidente di Bim Gsp: «Ci aiuti, signor ministro, ad essere più vicini al nostro territorio montano. Sappia, infatti, che non tutto è acquedotto pugliese».
Il pomeriggio è dedicato al buco dell'acqua e Ronchi ha appena detto che in Italia il sistema idrico perde addirittura il 37% delle sue risorse, con un costo di 2,5 miliardi di euro l'anno, per cui occorrerebbero 60 miliardi per recuperarlo all'efficienza. Un costo, questo, che secondo Giancarlo Cremonesi, presidente Acea, potrebbe essere fatto ricadere sulle famiglie, con un aumento di 18 euro l'anno della tassa.
Ma torniamo al siparietto. Sul palco c'è chi ha dei dubbi sulla disponibilità della Lega a portare avanti il decreto Ronchi, con un milione e 400 mila firme che fanno pressing. Il ministro ha qualche dubbio sull'origine politica di Roccon. Sta per chiedergli se è della Lega, si trattiene e, mangiandosi la lingua si corregge: «Non vogliono neppure sapere di che partito è, ma la preoccupazione della Lega è proprio questa. Non toccheremo le cose che funzionano». E cita lui stesso il Bim Gsp, che - sottolinea - «è un esempio di trasparenza e di efficienza».
Roccon si risiede e pare rassicurato, stando almeno alla confidenza che fa a chi gli sta vicino, il sindaco di Cortina, Andrea Franceschi. La prima parte del confronto con Ronchi e con altri esperti è tutta su questo argomento. Ronchi manifesta «rispetto» per chi ha firmato la richiesta di referendum, si rammarica soltanto che non ci sia stato confronto, «perché non è vero che vogliamo privatizzare l'acqua, che è e resterà un bene inalienabile», e ammette che la battaglia sarà dura, anzi durissima. Ma come evitare a Cortina di parlare anche di politica stretta, delle ultime vicende interne al Pdl, di Fini in particolare? Ronchi non si sottrae a questo compito.
Prende le distanze dagli altri colonnelli del partito, solidarizza con Mantovano, ma sostiene che Fini ha ragione. Ha ragione anzitutto a chiedere più legalità. Per cui - è l'auspicio del suo ex portavoce - Berlusconi e Fini finalmente si parlino da soli. Sì, da soli, senza intermediari. «Perché se Berlusconi ha delle ragioni, altrettante ne ha Fini«. E il titolare delle politiche europee lo dice esplicitamente: non condivido la proposta di La Russa. Quella di ibernare Fini al governo.
«Fini ha ragione a porre il tema della legalità. La legalità non è un optional», ha specificato Ronchi. «Non ci possono essere zone d'ombra per quanto riguarda il concetto della legalità, quindi Fini fa bene ed il partito è giusto che ascolti e dia corso alle richieste del presidente della Camera che deve rimanere a fare il presidente della Camera fino all'ultimo giorno di questa legislatura».

Francesco Dal Mas