Cemento sulle Dolomiti, è già polemica

BELLUNO. Due mega-resort nel cuore delle Dolomiti. E' questa l'iniziativa che Assindustria sta portando avanti accanto alla società di consulenza Oliver Wyman Group e ieri tenuta a battesimo dai vertici di Federturismo. Le due grandi strutture alberghiere - autentici colossi - potrebbero sorgere a Malga Ciapela e a Sappada. Nel primo caso si tratta di una struttura da 200 camere e 50 chalet (senza contare parcheggi, centro congressi e wellness), nel secondo di un maxi albergo da duecento camere. «Siamo fritti, cosi si svende il territorio», il commento di Federalberghi.
Nemmeno il tempo di annunciare il progetto che si è aperto un nuovo fronte. Possono due grandi resort rilanciare il turismo bellunese? Mentre Assindustria - che ieri ha lanciato in grande stile le due proposte - dice di si, Federalberghi è già sulla difensiva.
La questione del resto è delicata. Ne sanno qualcosa a Rocca Pietore dove nel febbraio 2005 venne approvata la cosiddetta variante «Vascellari» dal nome del proponente Mario Vascellari, gestore della società funivie Tofana-Marmolada. L'atto amministrativo venne adottato a poche ore dal blocco previsto dalla legge urbanistica regionale, fatto che provocò una serie di polemiche e illazioni.
La variante - poi soggetta a diverse traversie - prevedeva un 'wellness center" a destinazione alberghiera per un volume di 57 mila metri cubi e un'altezza massima di dodici metri, un villaggio-albergo da 14 mila e un villaggio turistico da cinque mila.
L'impressione è che il progetto presentato ieri da Assindustria sia più o meno lo stesso. «Pensavo che non se ne facesse più nulla. O almeno ci speravo», il commento di Walter De Cassan, rappresentante di Federalberghi.
Progetto fotocopia o meno, resta il fatto che la società Wyman sta cercando investitori per mettere le ali al progetto. Le autorizzazioni - affermano da Assindustria - ci sono già.
I progetti.Ma l'operazione non coinvolge soltanto Malga Ciapela. Tra i due progetti bellunesi che i consulenti proporranno ai loro grandi investitori c'è anche Sappada, dove potrebbe sorgere un hotel da 180 camere. Anche qui le autorizzazioni sarebbero già state concesse.
Dice di non essere a conoscenza del singolo progetto il sindaco sappadino Gianluca Piller Roner: «Ci sono diverse varianti ferme. Potrebbe essere una di queste». Ciò nonostante, il giudizio è positivo: «La ricettività a Sappada è sottodimensionata a favore delle seconde case. Sarebbe un'opportunità».
Cercasi capitali.«I soldi per investire ci sono, basta trovarli». Sembra questo il motto della Wyman, che da qui ai prossimi mesi passerà a setaccio il suo database di capitalisti per capire se c'è qualcuno interessato a investire tra le palladi Dolomiti. «Il Bellunese è una provincia ricca di attrattive e con un prodotto unico. Punteremo su questo», afferma Joris D'Incà della Wyman, per il quale non è da sottovalutare nemmeno la relativa vicinanza agli aeroporti di Venezia e Monaco. A febbraio i primi investitori saranno contattati e - nel caso - invitati a visionare le zone.
«Rottura».Sa che si tratta di un'operazione di «rottura» il presidente di Assindustria Valentino Vascellari: «Siamo solo all'inizio della nostra storia turistica. Questo è un segnale forte. Belluno», prosegue, «ha bisogno di strutture ricettive». Altro nodo, quello dei vincoli: «Sono troppi».
«Siamo fritti».Non usa mezzi termini Walter De Cassan di Federalberghi: «Ricordo che Federturismo e Confindustria sono quelli che hanno bloccato la normativa che consentiva ai piccoli alberghi di derogare alla normativa antincendio solo perchè gli industriali dovevano vendere qualche estintore in più».
L'affondo è totale: «Cosi si svende il territorio alle multinazionali. Senza contare l'impatto per i piccoli imprenditori. Nel Bellunese non servono nuove strutture bensi rimodernare quello che si ha».