Aurora boreale, «bagno di luce» a Cortina

CORTINA. Incredibile ma vero: giovedi sera si è ripetuto per la seconda volta in un anno, quindi a distanza di poco tempo, il suggestivo e raro fenomeno dell'aurora boreale (vista da Cortina fino a San Vito). Il 30 settembre 2002, sempre a Cortina, l'Aurora si era manifestata nel colore caratteristico, un rosso intenso, dalle 22,15 alle 24, raggiungendo il culmine verso le 23.
Si era trattato però di un fenomeno discontinuo, con la luce rossa ad intermittenza. Questa volta invece l'aurora è durata molto di più, dalle 19 alle 23, con un'unica breve interruzione (intorno alle 21,30). Molti l'hanno vista e alcuni fortunati appassionati anche fotografata. Alessandro Dimai, dell'associazione astronomica Cortina, descrive l'evento. «E' nata in punta di piedi, manifestandosi con luci verdi e azzurrine verso nord, ma in costante crescita. E, mentre in lontananza c'era una luce bianca (come accade appena il sole tramonta e si scorgono le sagome delle montagne in controluce, ndr), improvvisamente si è accesa una luce rossa intensa e diffusa, che ha interessato un'amplissima fascia di montagne, dal Pomagagnon verso Col Rosà alle Tofane. Ma, quel che più ha sorpreso, è stata la contemporanea presenza di numerose ampie fasce di luce gialla, aranciata e rossastra, parallele tra loro».
Ma come si manifestano le aurore e perché avvengono?«E' l'intensa attività solare, che è massima ogni 11 anni, la causa prima. Forti esplosioni solari provocano un gran numero di particelle elementari che incontrano le fasce di Van Hallen (campi magnetici di protezione terreste, ndr) che hanno il compito di deviarle verso gli unici spazi possibili, ovvero le regioni polari della terra. Ecco il perché del termine aurora boreale dell'emisfero nord e australe dell'emisfero sud. Le particelle, una volta entrate nella ionosfera, trovano i gas rarefatti e ionizzati, interagiscono con l'azoto e l'ossigeno e raggiungono uno stato di eccitazione; a questo punto gli atomi emettono elettroni, che si traducono in luce».
L'aurora polare è quindi uno dei più bei fenomeni che si possono osservare nell'alta atmosfera, normalmente sopra i 75 gradi di latitudine, ad altezze tra i 100 e i 200 km. Piergiorgio Cusinato, presidente della Aac, sottolinea l'importanza dell'evento.
«Stiamo vivendo qualcosa di grande; è raro che un'aurora si amplifichi ed espanda cosi tanto. Evidentemente c'è stata una grande esplosione solare che ha preceduto di due giorni l'evento. Ciò accade perchè il sole non è statico, ma sempre in attività».
Ancora una volta la natura ha regalato una serata di emozioni da raccontare ai nostri figli. Chi volesse approfondire l'argomento, e vedere altre belle ed esaustive immagini delle ultime aurore boreali, può connettersi al sito http://www.aac.sunrise.it.