L'antica saga dei Da Camino tra battaglie e folli amori

Laura Simeoni Chi non ricorda "il buon Gherardo" citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia? Signore di Treviso dal 1283 al 1306 ospitò il poeta peregrino probabilmente nel palazzo del quartiere Templare, dove oggi sorge il Museo di Santa Caterina. La famiglia Da Camino ha origini longobarde, arrivò nella Marca nel VII secolo, stabilendosi a Montaner. Di personaggi extra-ordinari ne conta parecchi. Protagonisti di battaglie, duelli, amori, rancori, divisioni e matrimoni che si possono scoprire leggendo il libro di Giuseppe Baccichetto e pubblicato dal vittoriese De Bastiani: "I Da Camino. L'epopea della grande famiglia medievale" che sarà presentato oggi, venerdì, alle 18.30 in Libreria Lovat a Villorba dal giornalista Angelo Squizzato. Storico dalla precisione certosina, Baccichetto non ha raccolto una fredda successione di date ed eventi ma ha rievocato le esistenze di uomini e donne con i loro sentimenti, le speranze, le paure. Una saga intrigante, "un affresco in movimento" come scrive nella prefazione Dario Canzian che precisa come il libro ripercorra una buona fetta di storia veneta, dominata da imperatori, papi, vescovi e grandi signori, dal terribile Ezzelino Da Romano al papa trevigiano Bendetto XI. vicende intricate Seguendo le vicende intricate, con separazione tra il ramo "di sopra" e quello "di sotto", scopriamo risvolti inattesi di figure come Gaia, anche lei citata da Dante, valente poetessa di cui qualcuno mette in dubbio la virtù o Guecellone II Da Camino che sposò la contessa Sofia da Colfosco, aumentando patrimonio e poteri. Sofia è sepolta nell'Abbazia di Follina. Su tutte conquista la storia d'amore tra Verde della Scala e Rizzardo VI. Un matrimonio combinato tra due 14enni che non si conoscevano. Inaspettato scoccò l'amore che vinse ogni ostacolo. Tra legami e contrasti ad un certo punto Guecellone VII, voltò le spalle agli scaligeri e ordinò al figlio di ripudiare la sposa. Il giovane ubbidì ma qualche tempo dopo andò a Verona a riprendersi l'amore. E quando morì per le ferite riportate in battaglia, Verde spese una fortuna per innalzare uno stupendo monumento funebre che ancora oggi ammiriamo nella chiesa di Santa Giustina a Vittorio Veneto. --