Ordigno bellico di 500 libbre lungo la ferrovia a Fanzolo

Davide NordioVEDELAGO. Dopo settantaquattro anni riemerge un bomba della seconda guerra mondiale a Fanzolo nei pressi della stazione. A rinvenirla ieri mattina gli operai di Rete Ferroviaria Italiana, impegnati in un cantiere lungo la linea ferroviaria. ORDIGNO DI 500 LIBBRESi tratta di un ordigno di 500 libbre, sganciato da un bombardiere americano. Immediatamente sono scattate le procedure per la messa in sicurezza che hanno coinvolto la Polfer di Castelfranco in quanto il ritrovamento è avvenuto a poca distanza dai binari. «L'ordigno è stato ricoperto ed è stata interdetta l'area interna della ferrovia cento metri prima e dopo» spiega il sindaco di Vedelago Cristina Andretta «è stata allertata la Prefettura. Vi è stata una interruzione di qualche ora del servizio. Ora le operazioni saranno affidate al genio guastatori dell'esercito, che dovranno stabilire le modalità per renderla innocua e trasportarla da altre parti per farla brillare. I tempi saranno concordati prossimamente. Nelle procedure di sicurezza non è risultato necessario interdire il passaggio nella strada che porta al cimitero di Fanzolo». BOMBA DAYQuello che appare probabile è che si dovrà assistere ad un "bomba day" ovvero una giornata in cui un ampio raggio circostante il luogo del ritrovamento dovrà essere messo in sicurezza per consentire le operazioni degli artificieri. Il che riporta alla memoria quanto avvenuto a Castelfranco nel novembre 2015 quando venne eseguita la stessa operazione per una bomba sempre della seconda guerra mondiale. In quell'occasione un intero quartiere fu fatto evacuare, con oltre mille "sfollati" e con conseguente blocco del traffico, per tutta la durata del prelevamento dell'ordigno fatto poi brillare in una cava a Fossalunga. Nel caso di Fanzolo le misure si prevedono meno drastiche, in considerazione del fatto che l'area, vicina a Villa Emo, non è popolata: nelle vicinanze vivono cinque-sei nuclei familiari. Comunque ogni decisione sarà demandata al tavolo organizzativo presieduto dalla Prefettura: da qui verranno le indicazioni per un eventuale coinvolgimento del centro abitato di Fanzolo e della sospensione del traffico ferroviario nella linea Vicenza-Treviso. «Quel bombardamento è ancora vivo nella memoria» spiega il vicesindaco di Vedelago Marco Perin «essendo avvenuto nel 1945 a guerra già finita». Il ritrovamento di questa bomba è quindi quasi con certezza correlato con una altro fatto doloroso, ovvero la tragedia di San Floriano dove il 28 aprile 1945, dunque a guerra già finita, perirono ben diciotto persone della famiglia Gerolimetto, tra cui bambini in tenera età. Una strage che ogni anno viene ricordata nella giornata dell'anniversario e che ebbe un effetto devastante sui sopravissuti, che per molto tempo non ne vollero parlare. Non è mai stato chiarito perchè quella bomba cadde lì, a poco meno di un chilometro da Fanzolo, in una area agricola sicuramente non strategica dal punto di vista militare. Tra le ipotesi una manovra sbagliata nel bombardamento alleato il cui obiettivo era quello di bloccare un convoglio che stava trasportando le truppe tedesche in ritirata. Prima colpendo nella zona di Fanzolo, sganciando la bomba ritrovata ieri e rimasta inesplosa, poi anche a San Floriano, ma causando in questo caso diciotto vittime innocenti. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI