Toninelli: «Via le concessioni» Autostrade si prepara alla difesa

il casoNicola LilloC'è una partita tutta legale - che vale parecchi miliardi di euro - intorno alla revoca delle concessioni di Autostrade, minacciata a più riprese dal Movimento 5 Stelle. L'attacco di una parte del governo alla società del gruppo Atlantia, la holding della famiglia Benetton, ha avuto anche ieri effetti in Borsa, dove il titolo ha ceduto a fine seduta il 3,2%; non è la prima volta che accade. La settimana scorsa il gruppo guidato da Giovanni Castellucci aveva risentito a Piazza Affari delle parole del vicepremier Luigi Di Maio, che aveva duramente criticato l'azienda a Borse aperte. Atlantia aveva così minacciato misure legali e invocato l'intervento della Consob.Adesso lo scontro si è riacceso in modo ancora più duro. Nel parere tecnico di oltre sessanta pagine della commissione insediata al ministero dei Trasporti dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, si legge infatti che le concessioni di Autostrade vanno revocate. «È venuto totalmente meno il rapporto di fiducia nei confronti di un concessionario che si è dimostrato incapace di gestire un bene pubblico, questo deve portare ad una evidente revoca della concessione perché le relazioni fanno capire come il modello manutentivo applicato al ponte Morandi a Genova sia lo stesso applicato su tutti i tremila chilometri», torna all'attacco il ministro grillino alle Infrastrutture e ai Trasporti Danilo Toninelli.Posizione chiaramente respinta da Autostrade, che spiega di non aver ricevuto alcuna comunicazione sui contenuti del parere della commissione e che parla di una diffusione «in modo pilotato e parziale di stralci» del documento. Andando comunque nel merito di quanto emerso finora, Autostrade fa sapere che le contestazione non reggerebbero. Per due motivi.Intanto «non sembrerebbe emergere alcun grave inadempimento agli obblighi di manutenzione ai sensi del contratto di concessione». Il riferimento sarebbe alla presunta violazione dell'obbligo di custodia, previsto dal codice civile: «È un addebito erroneo e inapplicabile al caso - fa sapere Autostrade - trattandosi di una infrastruttura che sarà restituita allo Stato al termine della concessione, per effetto della sua ricostruzione affidata dal Commissario per Genova ed interamente finanziata da Aspi». Il secondo punto riguarda invece l'indennizzo a carico dello Stato, che sarebbe oltre i venti miliardi. Nel parere si sostiene che è possibile revocare le concessioni senza pagare quella somma. Ma da Autostrade spiegano che il pagamento è previsto dalla convenzione, a sua volta approvata da una norma di legge.Questo scontro senza tregua ha allarmato i sindacati, che esprimono preoccupazione e sottolineano come «il dibattito sul tema delle concessioni autostradali, prima dell'immane tragedia del crollo del Ponte Morandi di Genova, è stato assente a livello nazionale e invece dopo, ha conquistato una centralità ma in maniera fuorviante e pericolosa». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI