Ok dell'esecutivo alla correzione dei conti Ma non prende impegni per il 2020

Alessandro Barberaroma. Se le misure saranno state sufficienti a evitare la procedura di infrazione, lo si saprà con certezza solo martedì prossimo, il 9 luglio, quando il vertice dei ministri delle Finanze dell'Unione europea dovrà dire l'ultima parola. Fra i nordici c'è chi vorrebbe la linea dura contro l'Italia, eppure la sensazione è che Roma abbia fatto abbastanza per ottenere la clemenza. Detta in sintesi: il consiglio dei ministri ha certificato che la spesa di quest'anno sarà di quasi otto miliardi inferiore alle previsioni. Lo si dovrà grazie ad alcune misure, la più importante delle quali è un decreto che congela la spesa per le pensioni e per il reddito di cittadinanza per un miliardo e mezzo. Il Tesoro certifica poi un miglioramento delle entrate fiscali per altri 1,7 miliardi di euro, e annuncia minori trasferimenti da parte della Cassa depositi e prestiti pari a circa 800 milioni. La società partecipata dalle Fondazioni bancarie riduce i conti di tesoreria degli enti locali, non ci sarà un dividendo extra all'azionista pubblico.In totale il fabbisogno dello Stato - vale a dire il saldo fra le entrate e le spese - a giugno è di 7,9 miliardi di euro inferiore alle previsioni. Detta in maniera ancora più esplicita, con questi 7,9 miliardi il governo gialloverde promette di riportare il deficit di quest'anno esattamente dove avrebbe dovuto essere secondo le previsioni, vale a dire attorno al 2-2,1 per cento del Pil italiano. Non c'è alcun impegno concreto per la riduzione delle spese nel 2020, come invece nelle settimane scorse Bruxelles sembrava decisa a pretendere. Fonti negoziali italiane dicono da tempo che alla fine la Commissione non si incaponirà in nome della realpolitik e della necessità di chiudere l'accordo sulle nomine chiave dell'Unione. E così per l'Italia la procedura di infrazione sarebbe scongiurata. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI