Il ritorno di Berlusconi Gli applausi dei Popolari

strasburgo. Un lungo applauso di benvenuto. Silvio Berlusconi torna in Europa in veste di europarlamentare a quasi una ventina di anni dal suo ultimo incarico come deputato europeo. Alla vigilia dell'insediamento della prima plenaria del parlamento europeo il leader di Forza Italia inizia la sua attività a Strasburgo con una lunga riunione del gruppo dei Popolari. Oltre tre ore a porte chiuse per decidere il da farsi in un momento caldo per l'Europa considerato lo stallo sulle nomine. Un lavoro intenso che rappresentano una pausa rispetto alle tensioni politiche e al dibattito che stanno vivendo gli azzurri, falcidiati con minacce di spaccature e liti interne. La richiesta di superare i contrasti, che arriva da Mara Carfagna, il suo «no alla guerra fredda in Forza Italia» e all'ipotesi di mettere da parte Berlusconi, ma anche la gestione della fase precongressuale sembrano elementi lontani per il Cav che qui appare tutto proiettato in una dimensione solo europea, ma con un occhio di riguardo per l'Italia. Soprattutto quando propone che al nostro Paese venga dato un ministero europeo di peso. Spazio anche alle dinamiche politiche fra le grandi famiglie europee con la sua proposta di far «cambiare al Partito popolare i rapporti con i socialisti e di poter avviare delle alleanze con i democratici di destra, con i conservatori e con i liberali». L'obiettivo è dare vita ad «un'altra maggioranza che riprenda il progetto dei padri fondatori». Il ritorno al Parlamento europeo di Berlusconi è denso di significati, soprattutto cinque anni dopo l'estromissione dal parlamento italiano per effetto della legge Severino. --