Dopo i sinti otto spari a una prostituta e al cliente

villorba. Tradito dal raid contro il cliente della prostituta di cui si era innamorato. Poco meno di due settimane dopo aver aperto il fuoco contro il camper di sinti a Villorba Fabrizio Rizzardo, agricoltore di 42 anni assistito dall'avvocato Massimiliano Orrù, è stato infatti denunciato da una lucciola che l'ha accusato di aver sparato otto colpi di pistola, la notte tra il 26 e il 27 giugno, contro l'auto nella quale si era appartata con il cliente in una laterale del Terraglio a Mestre. E durante la perquisizione per questo folle gesto gli investigatori hanno trovato all'interno della sua Toyota Rav 4 il terzo bossolo che non era stato trovato a Villorba. l'interrogatorioRizzardo è comparso proprio ieri davanti al giudice Angelo Mascolo per l'interrogatorio di convalida. «Quando mi sono reso conto che avevano rubato la fede di mia madre sono andato su tutte le furie e ho sparato». Così ha giustificato il folle gesto di Villorba sostanzialmente ammettendo le sue responsabilità in relazione alla sparatoria contro il camper di sinti il 14 giugno scorso a Vollorba. Ha sottolineato però che non era sua intenzione uccidere e che Agrippino Martignago, 55enne di Povegliano difeso dall'avvocato Andrea Zambon, non era con lui la sera del raid. Il giudice Mascolo ha quindi disposto la scarcerazione di Martignago e la custodia cautelare in carcere, pur non convalidando il fermo, per Rizzardo. il raidÈ stato dunque il furto della fede nuziale della madre, morta quando lui aveva appena 7 anni, a scatenare il regolamento di conti che aveva portato, lo scorso 14 giugno, alla sparatoria nei confronti di una famiglia di sinti che vive in un camper a Villorba, in un terreno tra via 4 novembre e via Rocchette. «Avevo chiesto a Martignago, che so essere loro parente», ha aggiunto Rizzardo al giudice, «di convincerli a restituirmi l'anello». Per convincerlo gli aveva anche detto che le telecamere avevano ripreso le immagini del furto. «Ma non volebo assolutamente uccidere», ha poi voluto specificare, «ho sparato con l'auto in movimento e volevo solo dare un avvertimento».la prostitutaLo scorso 27 giugno una prostituta romena aveva fatto il nome di Rizzardo alla polizia dopo che all'una di notte, in via Terraglio al parcheggio del Burger King, era con un cliente appartata nella sua auto. In quel momento, però, vede avvicinarsi un'altra automobile. La donna riconosce la persona alla guida, si riveste e dice all'uomo di accendere la macchina e partire. «Lo conosco, è uno pericoloso, andiamo via». La ragazza sa quello che dice, evidentemente, perché dal finestrino esce una pistola. Partono un colpo, ne partono due. Le due auto cominciano un rapido inseguimento: all'altezza della rotatoria a due passi dal parcheggio, l'uomo con la pistola ne esplode almeno altri tre, in tutto otto. A questo punto la giovane chiama il 113. Agli agenti fa il nome di Rizzardo e, dalla perquisizione, spunta il bossolo mancante a Villorba. --Giorgio Barbieri