Il dossier Stefanel sul tavolo del governo «Evitare il fallimento»

ponte di piave. La questione Stefanel arriva sul tavolo del governo: la deputata Sara Moretto (Pd) ha presentato un'interrogazione per chiedere al ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, «di occuparsi fino in fondo del futuro e del destino dei lavoratori di questa storica azienda veneta». Un pressing che arriva da più parti (giovedì anche il governatore Luca Zaia aveva chiesto la massima attenzione per Stefanel) dopo che l'azienda di Ponte di Piave ha annunciato la rinuncia al concordato, avviando l'iter per l'amministrazione straordinaria.il maxi bucoMoretti ha ricordato che l'azienda è gravata da un debito di 88,7 milioni di euro, di cui 17,12 da debiti commerciali residui. Il concordato è saltato perché non si è trovato il modo di soddisfare i creditori: ballano ancora una quarantina di milioni di euro, la cifra che il commissario (una volta attestato lo stato di insolvenza dell'azienda) dovrà recuperare per evitare il fallimento. Le tempistiche saranno piuttosto lunghe: Stefanel ha già presentato istanza al Tribunale per lo stato di insolvenza, ci vorrà almeno una settimana per nominare da uno a tre commissari, poi altri 70 giorni per capire se ci sono le condizioni per andare avanti. Quindi, uno o due anni di amministrazione straordinaria. la politicaIl Pd ieri si è mosso anche con il segretario provinciale Giovanni Zorzi, allargando lo sguardo su tutte le gravi crisi in provincia di Treviso: «Serve una serie e urgente presa in carico da parte del governo. L'economia è ferma, l'occupazione è a rischio e nella nostra provincia cominciano a registrarsi troppe situazioni di crisi in aziende storiche, da Stefanel alla Tessitura Monti di Maserada, dalla Sirti di Mareno al colosso Permnasteelisa. Non è con la propaganda da campagna elettorale permanente o con le baruffe tra Di Maio e Salvini che si mettono in sicurezza i posti di lavoro dei trevigiani. Vogliamo vedere i fatti prima che sia troppo tardi». --Andrea De Polo