Al tribunale la scelta del timoniere Buco: 90 Mln

PONTE DI PIAVE. Stefanel ora passa nelle mani del Tribunale delle imprese di Venezia. Sarà lì che verrà scelto il nome - o i nomi, visto che possono essere tre - del commissario straordinario che deciderà delle sorti dell'azienda, dopo che ieri il consiglio d'amministrazione dell'azienda di Ponte di Piave ha deliberato di rinunciare alla strada del concordato preventivo, e di avviare la richiesta di amministrazione straordinaria.Il procedimento però passerà attraverso il Tribunale delle imprese di Venezia che, dichiarato lo stato di insolvenza, avvierà l'amministrazione straordinaria; mentre il concordato preventivo cadrà in automatico, e la vecchia richiesta presentata da Stefanel verrà giudicata inammissibile. Il Mise potrà indicare il commissario straordinario, se non lo farà la nomina arriverà dal tribunale veneziano stesso. Il ministero potrà comunque successivamente cambiare il commissario. Spetterà a lui provare a rilanciare l'azienda e soddisfare le richieste dei creditori, altrimenti resterebbe solo il fallimento. Le opzioni per il rilancio sono solo due: un programma di vendita dei beni immobiliari o un piano di ristrutturazione aziendale.Alla finestra restano i lavoratori dell'azienda di Ponte di Piave, e i creditori, che dalla Stefanel avanzano circa 90 milioni di euro. In base alla situazione finanziaria al 30 aprile tra i creditori ci sono Intesa Sanpaolo (26,5 milioni), Unicredit (19,9 milioni), Mps (22,5 mln), Banco Bpm (8,3 milioni), Bnl (3,6), Mediocredito Friuli Venezia Giulia (4 milioni).. --Federico Cipolla