Treviso scalda le mani per applaudire il Giro e tifare SuperNibali

TREVISO. Il traguardo in viale Felissent e la volata vincente di Alfredo Binda, il Trombettiere di Cittiglio che in quell'edizione non lasciava manco le briciole. L'indomani lo start alle 7.30 dalla sede dell'Uc Trevigiani per un segmento che terminava a Trieste, dopo aver attraversato Conegliano e Vittorio Veneto. Sono passati 92 anni dalla "prima volta" del Giro a Treviso: 1 e 2 giugno 1927, il capoluogo debuttava come sede d'arrivo e partenza. Un filo rosa lungo quasi un secolo, un amore che si rinnoverà venerdì con la Treviso-San Martino di Castrozza, terzultimo capitolo del Giro 102. Anzi, ci sarà pure l'antipasto: il giorno precedente, in occasione della Valdaora-Santa Maria di Sala, la Marca si godrà un assaggio rosa di 64 km con il passaggio nella città della Vittoria e il traguardo volante a Conegliano in Corso Vittorio Emanuele II.Una probabile volata che non vedrà competere Sacha Modolo, ritiratosi già da una decina di giorni, mentre la frazione successiva punterà i riflettori sui due trevigiani rimasti: Andrea Vendrame potrebbe cercare la fuga, Manuele Boaro avrà il suo bel daffare per capitan Miguel Angel Lopez. Al mattino, fra il foglio firma in Borgo Mazzini e la postazione bus di viale Cairoli, ci sarà invece il tempo per le visite parenti e il saluto dei fans. La tappa numero 19, che riporta il capoluogo in primo piano a cinque anni dalla crono con epilogo a Valdobbiadene, vedrà il via ufficioso alle 12.55 da piazza del Grano, a uno sguardo dallo storico negozio Pinarello. Dopo la tradizionale passerella in centro storico, il gruppo virerà su viale della Repubblica: il via ufficiale (ore 13.05) è stato collocato a Fontane Chiesa Vecchia, in corrispondenza con l'azienda Pinarello e il nuovo store che il noto marchio di bici inaugurerà dopo il passaggio dei girini. L'itinerario include gli attraversamenti di Fontane e Villorba, poi da Camalò si prenderà la direzione Montello con l'immancabile Santa Maria della Vittoria. Spicchi di Marca cari ai ciclisti e al Giro. Saranno in totale quasi 70 km, prima dell'ingresso in provincia di Belluno: si passerà per Biadene e si svolterà per il ponte di Vidor, poi le colline di Combai anticiperanno il primo gran premio della montagna, quel Passo San Boldo domato da migliaia di cicloamatori e qualificato come scollinamento di terza categoria. Il menù comprenderà l'altro gpm di Lamon (quarta categoria) e, soprattutto, l'ascesa finale a San Martino di Castrozza: epilogo dopo 151 km a quota 1478 metri, 13,6 km di salita che prendono forma dal bivio Passo Cereda (pendenza media 5,6%, punte al 10% a Valmesta). Non risulterà la tappa decisiva del Giro, probabile che gli uomini di classifica diano spazio a una fuga. Le rampe trentine, tuttavia, imporranno qualche scaramuccia ai "big". Poco importa che il giorno dopo si arriverà sul Monte Avena e domenica il gran finale veneto proporrà la crono di Verona.Per gli scalatori, per Nibali in particolare, ogni occasione va sfruttata appieno. Ecco perché la Treviso-San Martino di Castrozza è tappa da cerchiare. Dal capoluogo non decollano mai tappe banali. Mattia Toffoletto