Tessitura Monti sceglie l'India a rischio la sede di Maserada

maserada sul piave. Stipendi non pagati per due mesi, tredicesima ancora da saldare, apertura di un nuovo stabilimento in India. Sono tre indizi della crisi della Tessitura Monti di Maserada, dove 260 dipendenti attendono con ansia un piano industriale che permetta di fare chiarezza sulle strategie future dell'azienda. Ieri i sindacati hanno incontrato rappresentanti dell'azienda e della Regione nel tavolo convocato a Venezia dall'unità di crisi aziendale e direzione del lavoro, uscendo scuri in volto dall'incontro: «Non abbiamo ricevuto garanzie sul futuro dell'azienda» spiegano all'uniscono Cgil, Cisl e Uil. le ultime sceltePremessa: «Non si è ancora parlato di esuberi e non è una ipotesi sul tavolo» fa sapere una fonte sindacale. Almeno, non a breve termine. Quello che inquieta però sono le scelte dell'azienda, tra i principali produttori di tessuti di camiceria, che anziché investire a Maserada ha deciso di aprire un nuovo stabilimento in India. Certo, è stata in parte smantellata un'altra fabbrica del gruppo in Repubblica Ceca e alcuni telai sono rientrati a Maserada, ma il timore è che a medio-lungo termine la sede storica in Italia perda centralità. A favore, evidentemente, di Paesi in cui è minore il costo del lavoro. Accanto ai timori per il futuro ci sono i disagi immediati, spie delle difficoltà dell'azienda: due stipendi e la tredicesima in ritardo, la cassa integrazione ordinaria - dopo i contratti di solidarietà - per un giorno a settimana fino al 2020. Il tavolo in Regione sarà riaggiornato a luglio, per quando i sindacati hanno chiesto un piano industriale più chiaro (e rassicurante) all'azienda. la regionePreoccupazione è stata espressa anche da Venezia. «L'incontro, richiesto dalle organizzazioni sindacali, ha fatto il punto rispetto all'attuale situazione aziendale» recita la nota della giunta regionale, «nello specifico, i rappresentanti dell'azienda hanno spiegato che stanno provvedendo all'elaborazione di un piano finanziario e industriale che possa assicurare il rilancio della realtà produttiva, che a Maserada ha il cuore operativo e industriale di una realtà aziendale internazionalizzata. Le parti hanno condiviso la scelta di mantenere attivo il tavolo regionale al fine di sottoporre a monitoraggio periodico e continuativo l'evolversi della situazione aziendale». Le forze sociali sottolineano come ad oggi permangano «malumore, incertezze sul destino dell'azienda». Un marchio storico del tessile trevigiano che dagli anni Duemila in poi ha vissuto un vero calvario tra «tensioni finanziarie, la delocalizzazione della produzione, il piano di ristrutturazione e la drastica riduzione, nel corso degli anni, della forza-lavoro». --Andrea De Polo