La chiesa ortodossa rinascerà con criteri antisismici avanzati

SARMEDE. Con l'estate aprirà il cantiere per la nuova chiesa e il monastero ortodossi di Montaner, distrutti sei anni fa da un pauroso incendio. Chiesa e monastero saranno a prova di terremoto. Tanto che in caso di sisma violento potrà servire da riparo per la popolazione. Il futuro complesso è stato già inserito nel programma della Protezione civile in accordo con il Comune. L'edificio sarà dotato di un avanzato sistema di isolatori sismici a livello delle fondazioni. «Non c'è alcun monastero o chiesa costruiti nel mondo con questa metodologia», spiega l'archimandrita Athenagoras Fasiolo, «è un sistema che non solo permette la salvaguardia delle persone all'interno dello stabile, ma anche dello stabile stesso. Perché le fondazioni lavorano in maniera autonoma rispetto all'edificio».La progettazione e realizzazione è stata presa in carico da un'azienda che ha sede a Londra che si avvarrà anche di aziende locali. Tra i progettisti, Stefano Bottecchia, vittoriese con studio a Londra, inventore di progetti ed edifici indifferenti ai terremoti, l'ingegnere greco Solomon Amanatidos e l'architetto Larry Pizzol. L'arcivescovo della chiesa greco-ortodossa Gennadios ha già firmato e approvato il progetto. «Sarà un progetto pilota, innovativo, che presenteremo a livello mondiale», fa sapere Fasiolo. La basilica bizantina per 120 posti sorgerà in Borgo Gava, nello stesso luogo della precedente chiesa. Accanto ci sarà anche il monastero dove potranno risiedere fino a sette monache, con possibilità di alloggio per 15 persone. L'altare sarà orientato a est come nella tradizione bizantina a la basilica sarà abbellita all'interno da icone anche di santi locali come San Tiziano.Il costo complessivo si aggira sui due milioni. Per questo riprenderà la campagna di raccolta fondi. «Ho incontrato Luca Zaia, il presidente della Regione», dice l'archimandrita, «e si è detto disponibile a sostenere l'iniziativa. La raccolta era stata interrotta perché non c'era ancora l'idea precisa del progetto. Ripartirà ora, andando a incrementare gli altri fondi che arriveranno dall'8 per mille dell'Arcidiocesi d'Italia, oltre che da iniziative di altre comunità ortodosse, come quella in Germania».L'incendio alla chiesa era avvenuto la mattina 14 dicembre 2013. Il rogo aveva distrutto le pitture murate e la maggior parte delle 200 preziose icone in legno. C'era stata una corsa a salvare le opere d'arte e gli oggetti liturgici. Fedeli ortodossi e cattolici si erano presto raggruppati attorno alla chiesa per mettere in salvo gli arredi e le opere artistiche. Grazie all'impegno dei soccorritori e di tanti volontari furono risparmiati dal fuoco quadri, icone, baldacchini, colonne lignee, preziose tovaglie, oggetti liturgici. La chiesa fu completamente distrutta ed è stata successivamente abbattuta. La comunità cattolica di Montaner mise a disposizione degli ortodossi la chiesa di borgo Val. All'origine del rogo un corto circuito nel quadro elettrico per le campane. --Francesca Gallo BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI