Una frana incombe sull'autostrada controlli tecnici durante la notte

Francesco Dal MasVITTORIO VENETO. Una frana incombe sull'A27, sopra il Fadalto, e per tutto il pomeriggio di ieri si è vissuto in Val Valpisina con la preoccupazione che a chiudere, questa, volta, fosse l'autostrada A27 anziché la statale Alemagna. In serata si è poi deciso di illuminare a giorno il versante franoso e solamente questa mattina, in caso di nuovi movimenti, sarebbe stata chiusa la carreggiata sud.A pomeriggio inoltrato, infatti, i vigili del fuoco sono stati chiamati a verificare il versante di montagna che sta alle spalle del tratto autostradale tra la galleria Fadalto e quella successiva, in direzione di Belluno. È stata accertata la presenza di un movimento superficiale di area con bosco recente e, a quel punto, è stato avvertito l'assessore regionale alla Protezione civile, Gianpaolo Bottacin, che ha subito mobilitato un geologo. Al tempo stesso è stata allertata la società Autostrade per l'Italia nell'eventualità di una possibile chiusura, in caso di emergenza. In tarda serata si è addirittura materializzata l'ipotesi di chiudere tutta l'autostrada da Fadalto a Belluno. Almeno fino a domani. Mai accaduto. O almeno la chiusura di una o due corsie, quelle più sotto la montagna, per consentire all'eventuale smottamento di adagiarsi in area di sicurezza, senza interferire sul traffico.In un primo momento era stata presa in considerazione anche l'eventualità di uno stop di tutta la sede autostradale in direzione sud, con traffico deviato sulle sottostanti corsie verso nord. «La preoccupazione è per quanto potrà accadere nella notte e nella giornata di domani (oggi per chi legge, ndr)», affermava in serata Bottacin. «I versanti delle montagne del Fadalto, infatti, sono tutti molto fragili».La montagna interessata dall'ultimo movimento, infatti, è la stessa che ai tempi della costruzione della Venezia-Monaco era risultata di precaria stabilità, tanto che le gallerie sono state riprogettate in sito diverso, più sicuro.I "fadaltini" per tutta la giornata di ieri - come testimonia Bruno Fasan, consigliere comunale - hanno continuato ad osservare i monti dietro casa per capire se le frane del recente passato avessero dato segni di vita. «Ci sentiamo rassicurati dai recenti lavori realizzati dall'Anas, che ha costruito un vallone di contenimento di eventuali colate», ha ammesso Fasan, «per cui non temiamo ulteriori interruzioni dell'Alemagna, come avvenuto il 28 giugno 2017».Nessun movimento neanche sulla più storica delle frane del Fadalto, quella alle spalle del paese. Ma la preoccupazione che le forti precipitazioni creino ulteriori danni idrogeologici tengono in ansia più di qualche amministratore. Larry Pizzol, sindaco di Sarmede, è davvero allarmato. «La nevicata di domenica scorso ha provocato due frane e uno smottamento. La frana più pericolosa», spiega, «insiste sulla strada provinciale, vicino al confine con Fregona, e temiamo che la pioggia di queste ore possa rimetterla in movimento. Poi c'è una frana sulla strada comunale, anche questa pericolosa, dove però il passaggio è inferiore». È da almeno due anni che Sarmede è in fibrillazione per la fragilità dei suoi versanti. Stretta vigilanza del proprio territorio anche da parte di Cristina Pin, sindaco di Cison, comune che nel passato è stato bersagliato da smottamenti, soprattutto nelle sue frazioni di collina. A seguito della nevicata di una settimana fa ha registrato danni anche il rifugio dei Loff, sopra la valle di San Daniele, probabilmente colpito da una slavina caduta dal monte che ha alle spalle; i volontari sono già intervenuti per provvedere ad una prima sistemazione. --