Senza Titolo

Mini-dietrofront sul regolamento della commissione Pari opportunità. In extremis, a 10 minuti dal voto in consiglio comunale, ieri le minoranze sono riuscite a strappare alla maggioranza un cambio non da poco sulla composizione della commissione. Il passo indietro dell'assessore Gloria Tessarolo, dopo almeno 20 minuti di mediazione e le feroci polemiche lanciate dalle ex componenti della commissione, porta i numeri dei membri da 7 (previsti inizialmente da Tessarolo) a 13 (contro i 35 della precedente composizione). Le minoranze, unite, avevano presentato ben 22 emendamenti al testo; dopo la mediazione dei capogruppo con l'assessore Tessarolo nelle sale di palazzo dei Trecento ne hanno ritirati quasi la metà, 13. Pur vedendosi bocciata la richiesta di inserire nell'organico della commissione tre consiglieri comunali («fuori la politica dalla commissione» era stato non a caso il commento di Tessarolo dopo la presentazione del regolamento in giunta) ed il processo partecipativo per la composizione della commissione stessa, Pd e civiche sono riusciti a far inserire rappresentanti di ufficio scolastico (1), Usl (2), centro antiviolenza (Telefono rosa, 1), camera di commercio (2) e sindacato (1). «È una vittoria del buon senso, il nostro lavoro compatto è stato apprezzato, segno che il duro lavoro di studio fatto viene riconosciuto» il commento del capogruppo Pd Stefano Pelloni, «apprezziamo questa conversione sulla via di Damasco, visto il fatto che in commissione i rappresentanti della maggioranza avevano votato "no" a tutte le nostre richieste». E ieri sono finite sotto accusa le donne della giunta. Nizzetto, Colonna Preti, Tessarolo, cioè Scuola, Cultura, Pari opportunità. Questi gli assessorati nel mirino durante il consiglio comunale ai Trecento, accusati di «immobilismo» da parte delle minoranze. Sotto accusa, in particolare, i corsi "venetisti" e sull'autismo inseriti di Silvia Nizzetto; ma anche mostre, eventi e teatro in mano a Lavinia Colonna Preti, a fronte di accessi poco rilevanti ai musei cittadini durante le festività pasquali. E ancora: cambio del regolamento della commissione Pari opportunità con Gloria Tessarolo. Per tutte il commento, impetuoso, di Tocchetto. «Rubo una recente frase del vostro Da Re: qui Maradona non se ne vedono» ha detto, «c'è chi fa l'assessore e non sa dov'è, facendosi travolgere dagli eventi». LE TRE DONNE A lanciare le principali accuse a Nizzetto è stato Domenico Losappio (Gruppo misto), che proprio a Nizzetto aveva inviato una interrogazione sui corsi sulla storia veneta affidati, tra gli altri, «a un urologo e a un geometra». «Il sindaco dovrebbe ritirarle le deleghe» ha detto l'ex esponente 5 stelle, «il numero delle persone presenti, secondo Nizzetto, sarebbe la dimostrazione che chi ha tenuto i corsi ha un'alta professionalità. È davvero sufficiente il consenso della platea, che mi piacerebbe capire come è stato calcolato, per dimostrare professionalità? ». Accuse anche all'assessore Tessarolo, la consigliera ed ex assessore Manfio ha dichiarato «inaccettabile» il comportamento contro la commissione Pari opportunità. «tocchetto da punire»Non sono mancati i momenti di tensione. Protagonisti, in particolare, il presidente del consiglio comunale Giancarlo Iannicelli e la consigliera Pd Antonella Tocchetto. Nocciolo del contendere una frase della Tocchetto che, contestando le ronde di Forza nuova, ha attribuito al consigliere Davide Visentin la militanza attiva in tale partito. Cosa che invece risale a qualche anno fa. Proprio a riguardo, a quanto trapela, la decisione della maggioranza di far sospendere la seduta ed ipotizzare una "punizione" per la stessa Tocchetto. Dietro le quinte c'è chi ha definito tale passagio come "fanta-consiglio". Alessandro Bozzi Valenti BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI