I bersagli sbagliati dell'opposizione ai gialloverdi

Se il governo attuale, nonostante tanti errori e profonde divisioni, continua a mantenere consensi è anche perché l'opposizione sembra tutta concentrata sul bersaglio sbagliato.Il bersaglio su cui si sono fissate le opposizioni, senza alcuna differenza fra Pd e Forza Italia, è la mancata crescita dell'economia, con tutte le conseguenze che ciò dovrebbe portare sull'occupazione, i redditi, la sostenibilità delle finanze pubbliche. In questo modo si compie tuttavia un duplice errore. Il primo è che l'economia italiana, pur senza nasconderne le difficoltà, non è affatto in uno stato fallimentare. Al di là della conferma del rating S&P, ci sono segnali di ripresa che, specie in aree come il Nordest, sarebbe assurdo non cogliere e cercare di assecondare. La produzione industriale è infatti ripartita anche in controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo in Europa. La domanda di lavoro delle imprese, dopo anni di ristagno, sembra di nuovo in movimento, creando in alcune regioni un problema di carenza di professioni qualificate. Il turismo interno, complice anche le crisi internazionali, è da tutto esaurito. Anche il mercato immobiliare è ripartito, con un aumento di compravendite e mutui ipotecari cui non si assisteva da tempo. Insomma, continuare a dipingere l'economia sull'orlo del baratro è falsare la realtà, mettendo semmai a nudo la strumentalità delle critiche e la mancanza di argomenti politici più credibili e utili. Facendo così anche un secondo errore: ritenere che la crescita economica sia la priorità politica degli italiani. Certo, l'economia non può non interessare i cittadini, ma questo non significa che sia l'unico problema che la politica deve affrontare.In società come quella italiana, che hanno raggiunto un certo livello di benessere, i cittadini chiedono anche più sicurezza, identità, equità, controllo sul proprio destino di fronte alle grandi sfide globali e tecnologiche. Le risposte che il governo gialloverde sta fornendo a queste domande sono tutt'altro che convincenti. Ma, evidentemente, la sua agenda risulta più allineata alle istanze sociali di quella dell'opposizione. Il punto è allora perché non si riesca a rianimare il dibattito politico ponendo all'attenzione le tante questioni irrisolte sulla qualità dello sviluppo italiano. A partire dall'assordante silenzio del governo su scuola, università, ricerca. Ai grandi temi dell'ambiente e del cambiamento climatico. Alla modernizzazione delle città e delle infrastrutture per rendere l'Italia più vivibile, competitiva, attrattiva. Ad un'idea di Europa più forte, ma anche più sociale, solidale e democratica. Per arrivare ad una riforma dello Stato che in un paese differenziato come il nostro non può che passare per una maggiore autonomia e responsabilità dei territori, condizione per aumentare l'efficienza delle istituzioni e incentivare aggregazioni e razionalizzazioni delle amministrazioni locali. Se questi temi diventassero obiettivi politici credibili anche l'economia seguirà. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI