Berlato: «I cacciatori mi vogliono a Bruxelles»

padova. Sergio Berlato è in autostrada e sta tornando da Bologna. Dice che per la campagna elettorale spenderà 40-50 mila euro, ma è sicuro di approdare a Strasburgo e a Bruxelles per la quarta volta. «Nel 2014 mi hanno escluso dalla lista di Forza Italia con un colpo di mano perché avevo attaccato la cupola degli affari del Mose e qualche settimana dopo il voto chi mi ha cacciato è finito sotto processo e poi condannato. Avevo ragione io. Sono al secondo posto dopo Giorgia Meloni perché lo ha deciso il partito, siamo passati da 1 a tre consiglieri regionali e da 0 a 5 parlamentari. FdI è in forte crescita e vuol diventare la seconda gamba del centrodestra a fianco di Salvini, per questo abbiamo accolto Elisabetta Gardini da FI e stretto un accordo con Fitto per candidare Remo Sernagiotto che rappresenta Direzione Italia. Il Veneto si è fatto rispettare e FdI punta al 6 per cento, mentre vedo il Pd spaccato sui candidati, mentre Zaia è stato umiliato perché nessuno dei suoi più stretti collaboratori approderà al parlamento Ue. Cosa voglio fare a Strasburgo? Sconfiggere la burocrazia che detta legge con regole assurde che mettono in ginocchio le nostre imprese e il nostro risparmio. Mi sono candidato a testa alta e posso contare su una rete di associazioni che mi sostiene, i cacciatori mi vogliono ancora in Europa per difendere i loro diritti».Il segreto per fare il pieno di preferenze? «Fare tante assemblee durante l'anno, girare in ogni paese e parlare di caccia e agricoltura. Poi stampare i santini con il nome, io dei social non mi fido», conclude Berlato. --