I sindacati bocciano i medici dalla Romania «Gli specialisti ci sono»

«Carenza di specialisti? I medici veneti per tamponare le carenze in corsia ci sono, non serve reperire professionisti all'estero». Il sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed del Veneto contesta la scelta di Regione e Usl 2, pronte a trovare un accordo con l'Università di Timisoara per creare in Romania una decina di posti per specializzandi italiani, senza escludere l'invio di colleghi romeni in Italia. «Siamo vicini a creare un percorso per i nostri giovani connazionali laureati che non riescono ad accedere alla specialistica nel nostro Paese. Abbiamo un aggancio in Romania e c'è la disponibilità a sviluppare questa collaborazione» ha spiegato pochi giorni fa il direttore generale dell'Usl 2 Francesco Benazzi, mentre la Quinta Commissione sta lavorando a un accordo per riconoscere in Italia il percorso accademico effettuato in Romania e consentire l'esercizio della professione in modo regolare. Ma il sindacato scoraggia la "campagna acquisti" all'estero: «In Veneto ci sono circa 500 specializzandi dell'ultimo anno, più altri 90 finanziati con borse di studio regionali. Considerando anche il nuovo anno accademico 2019/2020, i futuri specialisti sono 900, un numero considerevole che andrà a lavorare nel Sistema sanitario regionale. Quindi non si capisce perché vengano spese tutte le energie sull'ingaggio di medici "esteri"» dice Adriano Benazzato, segretario regionale Anaao. L'ipotesi era già stata presa in considerazione la scorsa estate dall'Usl 2 senza successo con l'intento di reperire ginecologi in Polonia e Romania, ora è tornata alla ribalta. L'azienda sanitaria di Marca, insieme a alla Regione e alle Università di Padova e Timisoara, ha annunciato di essere al lavoro su un protocollo per riconoscere il percorso di specialistica all'estero. «Prima i veneti. Sbaglio o era lo slogan di Zaia e della Lega? » si domanda il Benazzato dell'Anaao, puntando il dito contro la strategia promossa dalle aziende sanitarie e da palazzo Balbi. «A mio giudizio fanno "ammuina"» prosegue Benazzato «perché vogliono che la situazione si deteriori sempre più per giustificare, o meglio confezionare, un alibi spendibile mediaticamente per la popolazione, per poter continuare il processo di privatizzazione della sanità pubblica in corso in Veneto e nel resto d'Italia». --Valentina Calzavara