L'Imoco è davvero troppo per la Saugella e stasera vuole prendersi la finalissima

Mirco CavallinCONEGLIANO. Stasera l'Imoco ha il primo match-point per accedere alla terza finale negli ultimi quattro campionati. Ci arriva dopo aver finora dominato la serie di semifinale contro una Saugella apparsa molto sottotono rispetto alle attese e mostrando una solidità mentale, tattica e fisica davvero invidiabile. Il pallino del gioco è sempre stato in mano alle pantere che hanno dovuto lottare un po' di più solo quando sono state loro a concederlo, abbassando il ritmo e commettendo qualche errore. Di fatto anche gara 2 è stata dominata, anche se il perfezionista Daniele Santarelli riesce a trovare anche il pelo nell'uovo: «La nostra fase break è andata molto bene, ma siamo stati più fallosi al servizio (11 errori, nella media stagionale, ndr); in effetti loro hanno avuto una ricezione perfetta solo al 19% e significa che abbiamo comunque battuto bene. Abbiamo comunque tenuto un ritmo altissimo per buona parte della gara; era quello che avevo chiesto e le ragazze hanno tenuto il giusto atteggiamento».Delle 12 giocatrici in campo, ben 9 sono andate a punto. «Giochiamo tanto e bene di squadra: chiunque ha giocato ha fatto bene e le palleggiatrici hanno l'imbarazzo della scelta su dove indirizzare la palla. Ci tenevo far entrare in temperatura tutte le giocatrici, perché ci stiamo allenando con qualità e ho bisogno che il livello di tutta la squadra rimanga alto. Devo sfruttare tutto il roster che la società mi ha messo a disposizione. Sono contento di aver fatto esordire al Palaverde Rodriguez e l'accoglienza del pubblico è stata come sempre calorosa. Questo mi ha permesso di far riposare Hill, che per noi è essenziale e alla quale in questo tour de force non vorrei tirare troppo il collo».Sta di fatto che Conegliano continua a giocare gare molto corte: domenica 78', mantenendo la media dell'ultimo mese fatto di sole vittorie per 3-0. E' un dato al quale Santarelli dà un doppio significato: «Mi fa molto piacere vincere le gare così; ho solo il timore che quando le partite dovessero essere un po' più lunghe e tirate, potremmo trovarci in una condizione alla quale non siamo abituati. E' positivo giocare per così poco tempo, ma dovremo essere bravi a tenere botta quando le partite dureranno di più: voglio vedere come la squadra reagirà, anche se ricordo che le vittorie col Fenerbahce sono state sì per 3-0 ma molto combattute».E' una questione soprattutto mentale per Valentina Tirozzi, tra le giocatrici più esperte del gruppo. «Ci si deve aspettare ogni volta la gara più lunga, anche con tiebreak tirati. Non bisogna spazientirsi: vedremo le prossime, a cominciare da oggi». L'Imoco è la squadra che ha utilizzato di più tutte le giocatrici in tutta la stagione, anche quelle che normalmente non partono in sestetto. «Il nostro compito è farci trovare pronte quando serve e quando l'allenatore ci chiama, sia quando le cose vanno bene, sia quando vanno male. In questo momento la squadra è al top, ma ancora con margini di crescita; è il frutto degli allenamenti di altissimo livello di tutti questi mesi, in cui tutte lottano per guadagnarsi lo spazio. Penso che questo sia il segreto del nostro rendimento, anche se non è semplice restare in panchina, perché tutte vorrebbero giocare: l'importante è essere pronte quando serve, ne siamo tutte consapevoli, e questo atteggiamento paga».La gara di domenica sarà ricordata per uno scambio da cineteca del volley, il punto del 16-15 del primo set chiuso a favore di Monza. «Ce n'è stato anche un altro molto bello - ricorda Santarelli - e significa che entrambe le squadre ci tengono a vincere; del resto in semifinale è giusto lottare su ogni pallone. Questo atteggiamento ci ha sempre caratterizzato; ora stiamo giocando bene in tutti i ruoli e fondamentali e sono contento per questo». Cosa aspettarsi allora da stasera? «Qualche aggiustamento è possibile, anche da parte loro, ma difficilmente vedremo una gara diversa rispetto alle prime due». --