Pari opportunità stravolte Mannaia sulla commissione

Addio Commissione Pari Opportunità tra Uomo e Donna del Comune di Treviso. E pensare che è il fiore all'occhiello della città nella difesa dei diritti delle donne, composta da 24 persone (tutte donne a parte due maschi, a nome di maggioranza e minoranza del consiglio comunale) a disposizione a titolo gratuito, ognuna in rappresentanza di una particolare realtà associativa. Un fiore all'occhiello che appassirà, la commissione, riducendosi a 8 soli membri. E, a parte i rappresentanti delle categorie economiche, gli altri saranno scelti dal sindaco Mario Conte e non saranno più solo donne (prevista la quota di un terzo di maschi); mentre fino ad oggi i 24 membri venivano eletti in assemblea plenaria da tutte le associazioni cittadine.salto indietroUn bel salto indietro, la modifica del regolamento della Commissione Pari Opportunità. Lo ha deciso l'11 aprile la giunta comunale del sindaco Mario Conte, su proposta dell'assessore Gloria Tessarolo, con la chiara intenzione di smantellare quanto fatto soprattutto dall'ex assessore Liana Manfio, giunta Manildo, per allargare la commissione a più voci possibili del territorio. Ma evidentemente, la commissione, così com'è oggi, deve essere sembrata troppo di sinistra agli attuali inquilini di Ca' Sugana.la rasoiataIl nuovo regolamento della commissione è infatti una rasoiata: spariscono i rappresentanti del mondo culturale, dei migranti, del volontariato, delle cooperative. Sparisce la rappresentante di Telefono Rosa, addio all'educazione all'affettività perché, forse, troppo estensiva del concetto di famiglia. Non basta ancora: i rappresentanti dei sindacati scendono da tre a uno. Sparisce pure la quota di consiglieri comunali. Restano alla fine solo i rappresentanti delle categorie economiche - designati appunto dalle stesse - più tre "cittadini" definiti "esperti" di particolari tematiche, che verranno però scelti dal sindaco Conte. Ora il nuovo regolamento andrà in commissione, quindi in consiglio comunale. Ma la giunta ha dato comunque parere positivo: è destinato a passare. le prime reazioniL'ex assessore Liana Manfio ha introdotto a suo tempo i rappresentanti del mondo della cultura, del volontariato, dei migranti, l'elezione dei membri in assemblea plenaria e altro ancora. E oggi dice: «Da struttura democratica la commissione diventa struttura alle dirette dipendenze del sindaco. Tutta un'altra cosa. È avvilente». Per dirne una, gli ex sindaci Gentilini e Gobbo avevano rispetto per la Pari Opportunità. Dice Coalizione Civica: «Il nuovo regolamento si caratterizza tanto per la antidemocraticità della impostazione del sistema delle nomine quanto per il rischio di trasformarla in uno strumento inutile costruito a immagine e somiglianza di chi governa e con l'esclusione delle realtà scomode, oltre che dei rappresentanti consiliari dell'opposizione. La nomina di tutti i componenti della commissione da parte del sindaco trasforma un organismo che aveva un ruolo di relazione tra la società e le istituzioni in un circolo privato del sindaco che potrà scegliere chi vorrà senza rendere conto a nessuno. È ovvio che in questo modo viene snaturata. Ancora una volta la Lega e suoi alleati praticano la loro concezione proprietaria delle istituzioni». Michela Nieri, consigliere comunale del Pd: «La commissione era l'esempio di come alcuni temi siano trasversali e debbano essere trattati nel rispetto di tutti. Il nuovo regolamento azzera la rappresentatività della commissione, che diventa una lunga mano della maggioranza».--Alessandro Zago