Sulla Pedemontana Regione vittoriosa al Tar: tutti i ricorsi respinti dai giudici

treviso. Una vittoria sul tutto il fronte. Il Tar ha dichiarato inammissibili - respingendo le conseguenti richieste di risarcimento - i ricorsi presentati da Codacons, Impregilo e alcuni cittadini espropriati contro la Pedemontana. In particolare al centro della controversia c'era la nuova convenzione del 2017 siglata da Regione Veneto, Consorzio stabile Cis e Superstrada Pedemontana Veneta, che ha consentito di sbloccare i cantieri della superstrada. Secondo i ricorrenti quella convenzione avrebbe cambiato radicalmente le condizioni di affidamento del project financing, tra l'altro spostando il rischio sulla Regione. Secondo i giudici del Tar, invece, è tutto in regola.«Una sentenza che definisce con chiarezza come il percorso giuridico adottato per la realizzazione della Pedemontana Veneta sia, e sia stato, corretto», esulta il governatore Luca Zaia. «Ricordo che, affrontando questo dossier, abbiamo coinvolto la Corte dei Conti, l'Anac e l'Avvocatura dello Stato. Ho nominato commissario per l'opera il vice avvocato generale dello Stato, avvocato Marco Corsini e abbiamo affrontato tutte le procedure in maniera legittima e trasparente». Oltre a dichiarare inammissibile i ricorsi il Tar ha stabilito che le modifiche apportate alla concessione nel 2017 «non comportano un nuovo equilibrio economico dell'operazione a favore della concessionaria, né comportano una diversa allocazione dei rischi tra le parti».Secondo il Tar inoltre, «il Terzo Atto Convenzionale ha avuto come effetto soltanto quello di contribuire ad un chiaro equilibrio dell'allocazione dei rischi nell'ambito del rapporto concessorio esistente». Soddisfatto anche il commissario Corsini: «La sentenza dà piena ed integrale ragione alle tesi sempre sostenute dalla Regione in merito alla legittimità del Terzo Atto Convenzionale grazie al quale sono ripresi i lavori della Pedemontana», le sue parole «inoltre viene ribadito che la scelta delle Regione di non interrompere il rapporto con Sis è discrezionale ed insindacabile, ma che comunque non vi era un inadempimento di Sis tale da giustificare o addirittura imporre lo scioglimento della concessione».La partita legale però potrebbe non concludersi qui. Gli espropriati potrebbero presentare appello al Consiglio di Stato: «Lo stiamo valutando», fa sapere il loro portavoce Osvaldo Piccolotto «è una sentenza anomala. Non si capisce perché il Codacons, che tutela i consumatori, non abbia diritto a presentare ricorso contro un'opera che chiederà ai cittadini di pagare pedaggi doppi rispetto alle autostrade. Inoltre restiamo convinti che in un project financing il rischio non possa essere del pubblico». --Federico Cipolla