I compagni di classe turbati «Vogliamo riabbracciarlo»

VITTORIO VENETO. «Cosa succederà a Samuele? Siamo molto tristi. Vogliamo riabbracciarlo presto». Sono smarriti i compagni di classe della scuola primaria Parravicini di Vittorio Veneto. Il banco del bambino è vuoto. Un incidente assurdo l'ha tenuto lontano dalla scuola. Ieri mattina i suoi compagni di classe hanno rivolto un pensiero anche a mamma e papà. È difficile a quell'età capire il senso di una disgrazia, ma la sensibilità e l'empatia colmano la distanza della razionalità. In classe ieri aleggiava un leggero ottimismo, dopo che sono rimbalzate le voci che Samuele stava reagendo nella stanza della terapia intensiva del Ca' Foncello di Treviso. Il freddo comunicato dei medici diceva che anche ieri le sue condizioni erano stabili, dopo il lungo intervento chirurgico di ricostruzione ossea e di microvascolarizzazione dei piedi fratturati. Parole troppo difficili per i compagni di classe, che capiscono invece l'ansia e la tristezza dell'incertezza. «I bambini questa mattina sapevano tutto», racconta la maestra, «c'è stato tra loro un passaparola incredibile. Anche i genitori erano stati avvertiti di quanto accaduto. Gli alunni erano molto turbati e non avevano molta voglia di parlare dell'incidente e delle possibili conseguenze».Mercoledì pomeriggio, poche ore dopo la disgrazia, i compagni si sono anche trovati in chiesa per pregare. «In classe abbiamo parlato di cosa era successo, ma poi ho cercato di farli lavorare», ha spiegato l'insegnante. Ma il pensiero era sempre per Samuele, spesso mi interrompevano: potrà ritornare a scuola? Riuscirà a camminare? Potremo andare a trovarlo?» Ieri lo stato d'animo era mesto. Intanto tutta la classe ha già iniziato a fare qualcosa di concreto per il loro compagno. «Tutte le cose che facciamo a scuola le mettiamo in una cartellina, la sua cartellina», raccontano i bambini, «ognuno di noi, ogni giorno, metterà un foglietto per quando starà meglio. Nei prossimi giorni faremo qualcosa per Samuele». È il tempo duro dell'attesa. La classe e gli insegnanti non possono far altro che "tifare" perché tutto vada al meglio e che la ripresa sia delle migliori. --Francesca Gallo