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VITTORIO VENETO. Antonio Miatto, classe 1953, dirigente veterinario dell'Usl 2, è il candidato sindaco della Lega. È stato eletto per acclamazione ieri sera dal suo partito, convocato nella sede di via Manin. Domani, alle 11, al bar Lux, in centro, Miatto si presenterà alla stampa e al suo popolo ed avrà accanto a sé non solo Toni Da Re e gli altri esponenti del Carroccio, ma anche i rappresentanti di Forza Italia e di Fratelli d'Italia che, come probabile, correranno insieme fin dal primo turno. Da Re non lo dice chiaramente, per scaramanzia, ma fa intendere che il tentativo è di fare capotto subito, senza arrivare al ballottaggio. Dall'altra parte, però, c'è Marco Dus, il candidato del Pd. E ci sono pure Michele Toffoli, candidato di due civiche (Forza Vittorio e Vittorio in Movimento), e la lista Partecipare, che non ha ancora dato il testimone a chi gareggerà, ma che convoglierà tutta la sinistra. «Il risultato ottenuto alle primarie di domenica, addirittura al di sopra delle aspettative, ci fa ben sperare di poter partecipare al ballottaggio e se così accadrà» afferma Dus «ci sono tutte le condizioni per giocarcela. Anche perché il dialogo è aperto su più fronti». Miatto pare consapevole che la sua non sarà una corsa in discesa. Del resto l'uomo è conosciuto ed apprezzato per la sua prudenza. Una moderazione che i vittoriesi hanno sperimentato già al tempo della giunta Da Re, quando Miatto, da assessore all'energia, ha avviato importanti programmi di risparmio che hanno raccolto un consenso unanime. In questo mandato è rimasto politicamente alla finestra e non si è mai esposto con nessuna polemica. «È un onore ma anche un onere impegnativo, quello che mi è stato affidato. Ho cercato di resistere, ma il pressing mi ha fatto crollare» afferma Miatto «Ho accettato perché so di non avere nemici, neppure all'esterno del partito, neanche tra le altre forze politiche. E io non voglio deludere proprio nessuno. Continuerò con questo stile di moderazione determinata. So che non sarà facile vincere. Ma so che tutti insieme ci battiamo non per qualche ideologie, ma per il bene delle nostre famiglie. E l'insieme di queste famiglie è la città». --F.D.M.