Bambina gettata sospeso il processo

mogliano. È sospeso il processo a carico della mamma che il 13 maggio scorso gettò dal terrazzo la figlia di meno di tre anni. La donna, già giudicata incapace di intendere e di volere al momento del fatto, infatti non è ritenuta in grado di sostenere il processo. Verrà valutata periodicamente, ma vista anche la perizia del medico legale Alberto Kirn sulla quarantenne moglianese, si va verso un'imputabilità della donna. Il giudice delle indagini preliminari Gianluigi Zulian dopo cinque mesi di arresti domiciliari nella casa paterna, aveva deciso di revocare la misura cautelare, disponendo un ricovero permanente presso una comunità terapeutica riabilitativa protetta. Tuttora lì si trova la donna, e sta seguendo un percorso di cura. La giustizia vigilerà sul percorso riabilitativo con visite periodiche fino al termine delle terapie quando vi sarà una valutazione finale e l'eventuale sentenza di non imputabilità. Era il pomeriggio di domenica 13 maggio scorso quando si consumò la tragedia. Una bimba che non aveva ancora compiuto 3 anni, era precipitata dal terrazzo di casa, da un'altezza di 6 metri, ed era stata ricoverata in serie condizioni nel reparto di chirurgia pediatrica all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. La sorte aveva voluto che la piccola "atterrasse" nel giardino condominiale sottostante. L'erba aveva attutito il colpo evitando che l'incidente avesse conseguenze più serie. La bambina, cosciente, continuava a chiedere del papà ed era stata presa in cura dai sanitari del 118 e dell'elisoccorso che avevano poi provveduto a trasportarla al Ca' Foncello. I genitori della piccola, che si trovavano entrambi in casa al momento del tragico fatto, erano stati sentiti a lungo dai carabinieri e dal pubblico ministero di turno Massimo Zampicinini che era intervenuto sul luogo per rendersi conto di persona di quanto successo. In particolare, era stata messa fin da subito sotto torchio la madre della piccola, sulla quale i carabinieri avevano nutrito forti sospetti sul suo coinvolgimento in quello che inizialmente era sembrato un incidente domestico. Nelle frenetiche ore delle indagini, protrattesi fino a notte fonda di quella domenica, gli investigatori avevano attentamente valutato la posizione della donna fino a quando, nel cuore della notte, il magistrato prese la decisione di arrestare la quarantenne per il tentato omicidio della piccola figlia. La donna aveva confessato ai carabinieri di aver "sentito" delle voci dentro di sè che l'avrebbero indotta a lanciare la piccola che fortunatamente è sopravvissuta al fatto. --F.C. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI