L'ultimo messaggio sul web «Non sono un pedofilo»

Quarantatre anni, originario di Oderzo, don Federico De Bianchi non passava mai inosservato ai suoi parrocchiani. Giovane, sempre attento disponibile a dare una buona parola a tutti, era considerato il prete più «social» della diocesi di Vittorio Veneto. Prima che nel novembre scorso lasciasse il suo incarico di guida pastorale di tre parrocchie "a scavalco" nel Vittoriese, tra cui quella più importante di Santa Giustina, affidò proprio ad un post su Facebook uno suo sfogo che sembrava premonitore all'inchiesta sul suo conto in corso della procura della Repubblica di Treviso: «Sappiate questo: - scriveva don Federico - non sono stato mandato via dal vescovo, non sono pedofilo anche se vado in una comunità che può avere preti con quella problematica, a Santa Giustina riappariranno persone sparite che riotterranno il potere sottratto».Classe 1975, don Federico è diventato prete nel 2003. Prima cappellano in duomo, a Conegliano, tre anni dopo era passato a Fregona, con lo stesso ruolo. E da qui svolgeva assistenza religiosa nell'ospedale di Costa. Nel frattempo don Federico prestava servizio religioso all'ospedale di Conegliano. E dirigeva l'ufficio diocesano per la pastorale della sanità. Ed è proprio durante le visite ai malati degli ospedali di Conegliano e Vittorio Veneto che sono nati i guai per il parroco social finito sotto inchiesta per violenza sessuale.Già assistente di Comunione e Liberazione, don De Bianchi è stato anche docente della scuola di formazione teologica. Per alcuni anni ha anche svolto l'impegnativo compito di parroco a Santa Giustina, Nove e San Floriano. Ogni giorno continua a pubblicare su Facebook il «pensiero quotidiano», che vorrebbe essere un «impulso di saggezza» soprattutto per i giovani. E i riscontri che don Federico riceveva erano di piena condivisione. Don Federico era un parroco molto popolare. Avvicinava i ragazzi nei pub e nelle discoteche, la gente comune anche al mercato del lunedì a Serravalle, dove faceva la spesa. Talvolta non gli dispiaceva andare sopra le righe; lo ha fatto anche con l'ospitalità dei profughi da parte del Ceis. Era assistente dell'Azione cattolica. Con i politici e in particolare con gli amministratori comunali aveva un'interlocuzione molto schietta. L'ultima polemica di cui era stato protagonista, prima di andarsene dalla parrocchia Santa Giustina, fu quella relativa all'esclusione dalla materna di un bambino non vaccinato, comunque riammesso dal vescovo perché la famiglia aveva prenotato la visita all'Unità sanitaria locale. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI