Strade e ponti malati, servono 48 milioni

Che il ponte sul Piave a Vidor avesse bisogno di manutenzione urgente lo sapevano tutti, la sorpresa è che nella lista delle infrastrutture "malate", spedita ieri dalla Provincia al ministro Danilo Toninelli come da sua richiesta, rientrano anche altri sei viadotti e tre strade, per un totale di 48,7 milioni di euro di lavori che, con le sole risorse a disposizione dell'ente, non partirebbero mai. Il presidente Stefano Marcon si affretta a precisare che «non si riscontrano pericoli urgenti per la sicurezza», ma scorrendo la lista delle infrastrutture malate si scopre un "quadro clinico" delle strade provinciali assai poco incoraggiante. I pontiSi sapeva del ponte di Vidor (che in realtà è in Comune di Pederobba), per il quale servono, secondo la relazione della Provincia, «pile, impalcati, pavimentazione, allargamento, adeguamento statico». Cioè praticamente tutto, quindi un ponte nuovo (e infatti la cifra rendicontata al ministero è di 40 milioni, 12 se ci si limita a un progetto di adeguamento che esiste dal 2003 ma non è mai stato approvato). Non si sapeva, invece, del ponte sul Teva a Vidor, distante poche centinaia di metri (servirebbero gli stessi lavori, ma per un importo di 2,5 milioni) e di quello sul Soligo a Sant'Anna di Susegana (priorità «alta»). E ancora: il ponte sulla Zermanesa sul fiume Sile a Casale, il ponte di Meduna sul Livenza (qui serve un restauro degli stralli), il ponte sulla provinciale di villa Barbaro a tre campate sul canale Brentella a Pederobba, e quello, sempre a Pederobba e sul Brentella, lungo la SP150 dei Colli Asolani. I più urgenti? Vidor, Casale, Susegana.le stradeIl monitoraggio include anche la SP151 "Pedemontana del Cansiglio" a Sarmede: «Tratto di strada soggetto a frequenti fenomeni di franamento dei muri di sostegno con pericolo per la circolazione stradale». Se la passa male anche la strada "Generale Giardino" che sale sul Grappa a Borso: anche qui «frequenti fenomeni di franamento di massi con pericolo per la circolazione stradale». Sono le due opere più urgenti. La terza strada in condizioni precarie, sempre per ragioni di dissesto idrogeologico, è la dorsale del Grappa a Paderno. «Non ci sono pericoli imminenti e il nostro controllo non è mai venuto meno» insiste Marcon, «questi non sono nemmeno gli unici interventi di cui abbiamo bisogno, gli uffici continueranno con il monitoraggio su oltre 300 ponti e 1200 chilometri di strade». --Andrea De Polo BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI