Gara per demolire il Morandi Partecipa "Mister Dinamite"

SEGUSINOA concorrere alla gara d'appalto per l'abbattimento di quel che resta del ponte Morandi di Genova, il cui crollo dello scorso 14 agosto è costato la vita a ben 43 persone, c'è anche l'imprenditore originario di Segusino Danilo Coppe, uno dei massimi esperti italiani di esplosivi e demolizioni controllate, con oltre 700 interventi documentati all'attivo in Italia e nel mondo. La situazione dei monconi del ponte rimasti ancora in piedi è sempre più problematica e richiede un tempestivo intervento di smantellamento onde evitare che a tragedia si aggiunga tragedia. Mercoledì scorso proprio Coppe è andato in sopralluogo a Genova per analizzare la reale situazione della struttura: «Un lavoro che si preannuncia difficile, ma sicuramente fattibile» sono le uniche parole pronunciate da Danilo Coppe, in attesa dell'assegnazione del bando che avverrà a giorni. Un'area difficile, in quanto i monconi rimasti si trovano circondati da abitazioni ed attività produttive, il cui smantellamento richiederà uno studio capillare della zona in modo da intaccare il meno possibile tutto ciò che si trova intorno. Una sfida per Danilo Coppe, o come viene chiamato in TV "Mr. Dinamite" (sul canale 59 del digitale terreste, una trasmissione dedicata racconta infatti le imprese "esplosive" di Coppe) che potrebbe essere la 35esima nella sola Genova, di una lunga carriera che lo vede da anni cimentarsi su più fronti. Oltre ad occuparsi di demolizioni, Danilo Coppe è docente del Master di analisi chimiche presso l'Università di Bologna ed è il Presidente dell'IRE (Istituto Ricerche Esplosivistiche). Un curriculum che lo ha portato a ricoprire in più occasioni il ruolo di consulente speciale delle forze dell'ordine e per l'esercito. A tutto ciò si aggiunge quello di perito forense per la magistratura per cui, lo scorso 9 maggio, gli è stato conferito l'incarico di effettuare una nuova perizia sugli esplosivi utilizzati in una delle pagine più nere della storia d'Italia: il tragico 2 agosto 1980 della "Strage di Bologna". --Riccardo Mazzero