Grappa invaso dai lupi «Non serve abbatterli ne arriverebbero altri»

MonfumoNota la gravità del problema del lupo sul versante trevigiano del Grappa e altrettanto evidente - dato il clima assai teso - il fatto non ci siano soluzioni facili, nonostante i proclami, parte la richiesta di un incontro infomativo per «dire quello che gli altri non dicono». Arriva dal territorio, da chi vive sulla propria pelle il problema del lupo e da chi, per ora, ha solo paura. Decisamente pesante, ma ci sono alcuni miti sul lupo da sfatare e informazioni che, se recepite possono diventare soluzioni. «La politica ha tutto il diritto di perseguire, se lo ritiene, la strada dell'abbattimento - spiega Enrico Ferraro, tecnico faunistico del Gruppo italiano grandi carnivori - ma è una strada cieca, che sicuramente non porterà alcun risultato, se non perdere altro tempo, essendo una norma europea che si cambia solo all'unanimità. Basta anche un solo lupo per fare ingenti danni e pensare di eliminarli tutti, anche se la normativa lo permetesse, è improponibile, a partire dal costo spaventoso di ogni abbattimento».Se anche si avesse la bacchetta magica e i lupi sparissero dal Grappa, un altro branco arriverebbe perché l'ambiente è favorevole e i lupi hanno grande mobilità. Si stima che tra massimo dieci anni il Grappa sarà, per così dire, invaso dai lupi. «I lupi si autoregolamentano: occupano il territorio, ma se sono in troppi se ne vanno - continua Ferrero - In ogni caso la Regione si è mossa tardi: gli esperti (peraltro solo due) che avrebbero dovuto aiutare i malgari sia nella formazione che nell'installazione degli strumenti, sono stati assunti solo ad agosto, con un ritardo notevole».Sulla stessa linea la voce di Gino Andreatta della malga Campocroce, sul fronte caldo dei malgari di Borso: «È stata la stessa regione con il progetto Wolf a preparare il terreno ai lupi e ora ci abbandona. Ci abbandona non assumendosi le proprie responsabilità, dopo che hanno creato le condizioni per i lupi, così come era successo per i cinghiali e i cervi. Avremmo dovuto iniziare a parlarne già dal 2014 e fare un lavoro con i cani, i recinti, le razze, sostenendo le razze autoctone. E avere risarcimenti più rapidi, oggi parliamo, quando arrivano, di oltre un anno e mezzo, e una burocrazia immane, contro i sei mesi dell'Austria. Cosa succederà quando arriverà l'orso?».La serata informativa "Sulle orme del lupo: il lupo che è ritornato sul Grappa, quello che gli altri non dicono", si terrà all'auditorium di Monfumo venerdì 31 agosto alle 20.30, ingresso libero. --Maria Elena Tonini