Gang giovanili iperattive «In aumento le ragazze e i giovani da fuori città»

«Intemperanze: sono sempre grida di chi cerca attenzione per denunciare il proprio disagio». Così Fabio Tesser, operatore di strada che segue le "bande" di ragazzi che animano il centro, definisce ciò che nei giorni scorsi è avvenuto in Loggia dei Cavalieri, dove nottetempo sono state "sganciate" e distrutte alcune sedie sistemate per uno spettacolo. E dove sono stati lasciati rifiuti riconducibili ai gruppi di giovani che vi si danno convegno da sempre. «L'unica cosa che mi consola di tutto ciò - spiega Tesser - è il fatto che il disagio viene esternato in luoghi pubblici... canonici, dove esiste reciproco controllo anche tra gruppi. Il terrore di noi, che seguiamo il disagio giovanile, subentra quando ci accorgiamo che i ragazzi si tolgono dalle strade e dalle piazze e entrano, diciamo così, in clandestinità, rinchiudendosi nelle case o in spazi privati dove può succedere di tutto e possono verificarsi fenomeni come lo spaccio e il "buco"». Una storia ventennale quella degli operatori di strada al fianco dei giovani. «Una volta si dividevano per età e anche per nazionalità, ora non è più così, tutto si mischia e tutto è in diventire - aggiunge Tesser - Per questo negli anni passati si è fatto un serio lavoro anche sulle scuole, con una presenza periodica ma fissa all'interno di alcuni istituti. L'ultima "mission" è stata quella al Turazza, che ci ha stupito: si creano legami, con questa frequentazione e questi incontri, che fruttano poi un riconoscimento "on tre road" e una fiducia che va capitalizzata. Purtroppo i soldi sono sempre meno e questo diventa un freno alle iniziative delle scuole. Di certo anche questo mondo sta cambiando: una volta le ragazze, nelle bande, erano una rarità e avevano un ruolo calmierante. Adesso sono molte e sono parte attiva della tragressione e del modo crudo in cui si manifesta: comandano insomma. I membri dei gruppi stanno alzando l'asticella e hanno meno freni nel farsi del male e nel fare del male agli altri. Noi operatori di strada siamo finanziati dalle parrocchie, lavoriamo in sintonia con Comune e con i servizi Ulss. Le bande non agiscono più nel "loro" territorio, anche perchè spesso sono composte da elementi che arrivano da fuori. «Dalla provincia, da Arcade, Vittorio, ma anche da Pordenone e province vicine».