Uno spettacolare incrocio di storia e natura

Marina GrassoÈ un immenso polmone verde a cavallo tra il Veneto e il Friuli, un altopiano carsico ricco di biodiversità che conserva anche segni della presenza dell'uomo preistorico. Ed è anche un grandissimo tavolato quadrangolare con un'ampia conca centrale, dal fondo ricoperto da una prateria di origine naturale dovuta alle particolari caratteristiche climatiche che ne hanno influenzato la flora, che vanta numerose specie endemiche. E non si può dimenticare che è stato il "Gran bosco da reme" della Serenissima, che riforniva i carpentieri dell'Arsenale veneziano, anche se la Repubblica dei Dogi riuscì a sfruttare il bosco applicando un'efficace amministrazione del territorio, con regole precise e dure repressioni per i trasgressori. Tra natura e magiaÈ grazie a questa lungimirante gestione forestale plurisecolare (anche se durante il dominio napoleonico e poi austriaco non mancarono gli scempi) che la Foresta del Cansiglio, con i suoi 7000 ettari di faggi, abeti bianchi e rossi che fanno da corona all'Altopiano dai 1000 metri in su, è la seconda foresta in Italia per estensione e tra le meglio mantenute, nonché uno tra i luoghi naturali più importanti del Veneto, dichiarato Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale. Oltre all'indubbio valore naturalistico, la foresta del Cansiglio è anche un luogo dolce, di spazi e di silenzi, di sentieri nel bosco da percorrere a piedi, a cavallo, in mountain bike o con le ciaspe d'inverno. Dove, però, anche per i più esperti l'orientamento è messo a dura prova se ci si avventura fuori sentiero, poiché l'avvicendarsi continuo di costoni e doline con boschi di faggio omogenei priva di punti di riferimento. Si orientano sicuramente meglio i cervi, che ogni anno, all'inizio dell'autunno, celebrano qui riti d'amore con scontri a colpi di palchi di corna e bramiti che riecheggiano sinistramente suadenti. E se alla suggestione del luogo e a sicuro rifugio per tanti animali che esso rappresenta, si aggiunge anche la presenza di numerose cavità (circa 200), non tutte esplorate e catalogate, è facile capire perché tradizione vuole che il Cansiglio sia anche luogo di presenze eteree che vivono nelle voragini e che governano i fenomeni naturali. Un "Luogo del cuore" da votareMa non è "solo" per tutti questi motivi che le sue migliaia di appassionati frequentatori ed estimatori vogliono far diventare la Foresta del Cansiglio un "Luogo del cuore" nazionale. C'è, infatti, tempo fino a martedì 30 novembre per assegnarle questo ambito riconoscimento, votando nel sito del Fai, Fondo Ambiente Italiano (fondoambiente.it). In palio non c'è solo la gloria che potrebbe significare un rilancio turistico di tutta l'area, ma anche un finanziamento significativo per interventi di manutenzione e tutela, proprio come è avvenuto lo scorso anno per le vicine Grotte del Caglieron di Fregona, che grazie ai voti ricevuti (quasi 37 mila) hanno ricevuto un contributo di 30 mila euro per l'ampliamento del percorso di visita. I progetti non possono che essere tanti, in un territorio così ampio e significativo dove, pur essendo ridotto al minimo ogni impatto ambientale (persino nei cartelli indicatori degli oltre 120 km di sentieri) le novità non mancano mai, come il recente restauro del magazzino dei missili della Nato, in mezzo al bosco, trasformato dal Centro Forestale di Veneto Agricoltura (che gestisce la proprietà regionale veneta) in un "hangar della pace" per l'educazione ambientale. (venetoagricoltura.org). -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI