Ristrutturare quello vecchio anche al piano-B mancano fondi

l'intervistaTrovare 35-40 milioni di euro per il nuovo ponte non è facile, ok, sono tanti. Ma almeno i sei milioni necessari per mettere in sicurezza quello già esistente? Anche in questo caso, il progetto è pronto: consolidamento, "restyling", allargamento e creazione di una pista ciclabile parallela alle carreggiate. Ci illustra il piano l'ingegner Maurizio Veggis, dirigente del settore viabilità della Provincia di Treviso: la strada e il ponte sono di competenza dell'ente del Sant'Artemio. Con una premessa: «Il ponte non ha aclun problema statico», dice Veggis. Insomma, non rischia di crollare, visto che negli occhi abbiamo tutti, ancora, le drammatiche immagini di Genova.Ingegner Veggis, che controlli fate per dire che non c'è rischio?«Sono controlli previsti dalle legge di adeguamento sismico delle opere considerate strategiche come ponti, appunto, o scuole, di livello zero e uno».Cosa significa?«Significa carotaggi, prove di carico, modellazione».Quando sono stati fatti gli ultimi?«Molto recenti, risalgono al 2014».Quattro anni fa: non sembrano molto recenti, da non tecnico.«Per controlli del genere è un tempo relativo, sono operazioni che costano decine di migliaia di euro».Quanto, nel caso di Vidor?«A memoria più di ventimila euro».E cosa hanno detto, queste verifiche?«Che il ponte di Vidor non ha alcun problema statico. Ha invece sì bisogno di essere allargato per una questione di sicurezza, soprattutto dei ciclisti. La Provincia ha già un progetto che prevede appunto le piste ciclabili affiancate alle carreggiate».Un progetto con fondi e date, oppure solo sulla carta?«Il progetto è stato predisposto e approvato, ma i tagli agli enti locali non hanno finora permesso l'avvio del cantiere. Per questo è stato archiviato».Il costo?«Sei milioni di euro».Zaia però è stato molto più drastico, ha parlato di un piano da 35-40 milioni di euro.«Il presidente ha fatto riferimento a un progetto della Regione per rifare il ponte ex novo, su un altro tracciato, che salti il centro di Vidor. Un progetto avveniristico ma costoso. Noi come Provincia siamo titolari del ponte attuale, e per questo abbiamo un progetto di manutenzione».Il ponte di Vidor è quello messo peggio, tra i "vostri"?«A livello di manutenzione possiamo dire di sì, è prioritario: è il più vecchio e ha bisogno di un intervento. Ma non c'è urgenza dal punto di vista della sicurezza statica, come detto».Quanti veicoli transitano sul ponte di Vidor? Avete un monitoraggio?«Si arriva a 20-23 mila veicoli al giorno».Ma la Provincia fa solo controlli sulla tenuta sismica o anche quelli sulla normale usura da traffico ed età della struttura?«Una legge del 1984 impone controlli sulla tenuta sismica delle opere strategiche, come scuole e ponti. Lo Stato ha imposto la norma, ma non ha stanziato le risorse: si fa con quelle che abbiamo. Per il resto, la Provincia ha un monitoraggio continuo dei suoi milleduecento chilometri di strade, che significa asfalto, segnaletica, ma anche appunto ponti e gallerie. Dopo il terremoto dell'Aquila il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha disposto controlli approfonditi sulla tenuta sismica, e sono quelli che abbiamo condotto sul ponte di Vidor nel 2014 e in un'altra quindicina di ponti in provincia di Treviso».Quali?«Tutti quelli sul Piave, per esempio. Come quello di Ponte della Priula, ora con il cantiere dell'Anas in corso per la sistemazione. Poi anche a Sant'Anna di Susegana, Casale sul Sile, Cornuda». --Fabio Poloni