Sopra i fiumi Zero e Battiran gli archi più antichi della Marca

TREVISOIl ponte sul Piave a Vidor è materiale per i libri di storia (oltre che per le polemiche sul restauro che non parte): la data di nascita è l'11 giugno 1870. Di tutti i ponti trevigiani utilizzati, oggi, per il transito delle auto, è il più antico. E forse quello messo peggio. Al secondo posto per anzianità c'è il viadotto di Ponte della Priula, progetto del 1912, costruzione del 1914, oggetto in questi mesi del più completo restauro della sua storia. Poi, però, ci sono una serie di "insospettabili" che l'Anas ha censito, con una premessa: «L'età non è significativa dello stato di salute di un ponte». E allora ecco i più vetusti: «Il ponte ad arco in muratura sul fiume Zero, lungo la statale 13 Pontebbana a Mogliano Veneto (al chilometro 11,010), che è stato oggetto di intervento di consolidamento nel 2015, e il ponte sul fiume Battiran in località Nove di Vittorio Veneto (al chilometro 16), lungo la statale 51 "di Alemagna". Entrambi questi ponti, di piccola dimensione, sono di costruzione antecedente agli anni Sessanta» spiega Anas. «Piu recenti e di più grandi dimensioni i ponti Botteon, sempre sulla statale 51 in località Nove (chilometro 17,500) e il ponte Cavalcaferrovia al chilometro 51,900 della Statale 13, in località San Vendemiano. Entrambi realizzati negli anni Novanta». In mezzo si collocano anche i viadotti della tangenziale di Treviso, realizzata a metà degli anni Settanta. In confronto i piloni dell'A27 sono dei novellini: l'inaugurazione risale al 1995. I ponti ferroviariNon rientrano nei censimenti dell'Anas ma sono comunque attenzionati da cittadini e amministratori i cavalcavia ferroviari. Quello che collega Borgo Padova al centro città, a Castelfranco, è del 1917. La manutenzione spetterebbe alla Regione, ma le annose criticità rilevate restano ancora tali in attesa di un progetto. È della stessa epoca il cavalcavia ferroviario di Treviso, che ha già beneficiato però di tre interventi importanti nel corso della sua storia (l'ultimo nel 2015, la sostituzione degli appoggi). Sono monitorati da tempo anche i cavalcavia ferroviari di Ponte di Piave e Conegliano, ma per ragioni diverse: le infiltrazioni d'acqua che, più che minare la stabilità delle strutture, provocano allagamenti frequenti nel caso di acquazzoni e bombe d'acqua. A Conegliano l'intervento è doppio: rinforzo delle strutture del sottopasso ferroviario in via Pittoni e di quello sulla Pontebbana. In questo caso tra le proteste accese degli automobilisti per le lunghe code a causa del senso unico alternato: «Meglio sopportare qualche disagio oggi e fare qualche coda in automobile - spiegano i responsabili del cantiere - che lamentarsi quando la situazione diventa irrimediabile». --A.D.P. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI