I Benetton: «Abbiamo investito molto»

Roberta Paolini / trevisoTrema l'impero dei Benetton. Atlantia, la holding che custodisce l'88% di Autostrade per l'Italia, controllata da Edizione-Sintonia, ieri si è schiantata in Borsa perdendo il 22%. In numeri sono circa 5 miliardi di euro di capitalizzazione andati in fumo. Cifra che si aggiunge al miliardo lasciato giù martedì dopo la notizia del crollo del Ponte di Genova. Ma non sono solo i mercati a fare paura. L'incertezza che riguarda la concessione di Autostrade potrebbe avere un impatto anche sui finanziamenti a sostegno dell'operazione Abertis. Sale il rischio, il costo aumenta. Il panico sul mercatoA scatenare l'inferno su Atlantia sono state le dichiarazioni di diversi esponenti del Governo. A cominciare dal Premier Giuseppe Conte, e i vice-premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che in momenti diversi hanno duramente attaccato la holding di infrastrutture e la famiglia Benetton, affermando di voler revocare la concessione ad Autostrade senza aspettare che la magistratura accerti le responsabilità. Una bomba atomica sull'intero comparto delle infrastrutture italiane e sulle diverse concessioni che regolano i rapporti. Un'incertezza che già stanno pagando, oltre Atlantia, i suoi soci nell'operazione Abertis, Hochtief e Acs che ieri hanno chiuso in calo rispettivamente del 4,97% e del 1,97%. L'operazione Abertis Nella struttura finanziaria di acquisizione del gigante spagnolo delle strade Atlantia ha il 50% più una azione della holding a monte di Abertis, la spagnola Acs del patron del Real Madrid Florentino Perez il 30% e la sua controllata tedesca Hochtief (che di fatto ha lanciato l'Opa su Abertis propedeutica all'operazione) il 20% meno un'azione. Per Atlantia l'acquisto di Abertis ha più senso ora che mai in termini di diversificazione. Non è quello il problema. Ma è sulla leva finanziaria che si concentra l'attenzione. Per finanziare l'operazione Acs e Atlantia hanno siglato un contratto per un prestito da 10 miliardi. E un quadro regolatorio incerto ha un rischio notevole per i creditori di Atlantia.La concessioneAnche se le probabilità che la revoca si materializzi appaiono basse. La rescissione del contratto, infatti, costerebbe una montagna di miliardi allo stato italiano (si parla di 15-20 miliardi, ma le ipotesi non hanno riscontri al momento). In mezzo a questo delirio ieri è circolata la voce che vorrebbe Giovanni Castellucci, ceo di Atlantia, presentarsi dimissionario nel cda straordinario della settimana prossima. Un rumor diffuso dal direttore di Lettera43 Paolo Madron via Twitter che però non troverebbe nessun riscontro. L'addio di Castellucci sarebbe una notizia veramente molto negativa per il titolo Atlantia oltre che una palese ammissione di colpevolezza, come sottolineano diversi analisti. Sempre ieri è circolata l'indiscrezione che Atlantia starebbe studiando un fondo per le vittime. Pare che l'iniziativa sia stata discussa proprio all'interno della famiglia Benetton. La dinastia di Ponzano Veneto ieri ha manifestato il proprio «profondo cordoglio» per le vittime della tragedia di Genova. Ma ha al contempo rivendicato gli investimenti fatti su Autostrade, circa 10 miliardi in dieci anni. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI