Festa sì, ma lo shopping è garantito I sindacati: «Oggi non fate la spesa»

Negozi e centri commerciali aperti a Ferragosto, il commercio trevigiano non va in vacanza. Protestano i sindacati dei lavoratori che da anni portano avanti la battaglia delle chiusure festive. Nella Marca si stima che oggi un'attività su due terrà le serrande alzate, in particolare i supermercati per gli acquisti dell'ultimo minuto. Tra questi Pam, Conad, Panorama e Visotto a Treviso, l'Iper a Castelfranco. Altra curiosa tendenza dell'estate riguarda lo shopping nei reparti bricolage, destinazione prediletta da chi impiegherà le ferie per fare piccoli lavori domestici.i sindacati«Ancora una volta la grande distribuzione opta per le aperture ferragostane e punta a incentivare la spesa per abituare i consumatori. Non resta che rinnovare l'appello ai cittadini, ricordando che possono fare la differenza scegliendo di non andare al supermercato a Ferragosto», suggerisce Michela Pan della Filcams. L'invito ad astenersi dallo shopping viene sposato anche da Tiziana D'Andrea, ex commessa e leader del movimento Domenica No Grazie, che intravede nel nuovo governo Lega-Cinque Stelle uno spiraglio per riformare il calendario della aperture commerciali. «Speriamo che questa sia la volta buona», commenta D'Andrea, «il mondo del commercio è talmente esasperato dal sistema delle aperture selvagge che non ci sono alternative: o verrà fatta una nuova legge o sarà il settore stesso a fare marcia indietro, visto che la capacità di spesa della popolazione sta diminuendo e tenere aperto nei festivi ha senso solo se aumenta il fatturato».Oltre all'alimentare è anche il mondo della ristorazione a fare da traino. Ad esempio, al centro commerciale Tiziano di San Biagio di Callalta oggi niente spesa ma la possibilità di mangiare al giapponese e alla steak-house della galleria.locali chiusiUna dinamica esattamente opposta a quanto accade in centro a Treviso, dove la maggior parte dei bar e ristoranti ha deciso di tenere chiuso questa settimana. «Il fenomeno va letto alla luce dei timidi segnali che i gestori hanno raccolto nell'ultimo periodo. Il consumo classico legato ai tipici locali cittadini sta facendo i conti con il "consumo di tribù" che si concentra nei fast food attorno ai caselli autostradali» sottolinea Renato Salvadori, presidente provinciale di Ascom-Confcommercio. Insomma, si va al centro commerciale per fare compere, ma anche per il pranzo o la cena, mentre Treviso, Conegliano, Oderzo e Vittorio Veneto si svuotano. Come invertire questa tendenza?la città «Bisogna pensare a Treviso come a un territorio creando una raggiera continua di interessi turistici che diventano economia. Il capoluogo collegato a ville, castelli, Prosecco, Sile», conclude Salvadori. «Occorre vincere i campanilismi e lavorare sulla comunicazione per rivedere la nostra immagine e spiegare che esiste un mondo anche fuori dalla cappa di aria condizionata dei centri commerciali». --Valentina Calzavara BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI