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trevisoLa morte provocata dalle complicanze della febbre West Nile è una circostanza estremamente rara che colpisce un contagiato ogni mille. L'ultimo decesso registrato in provincia di Treviso è avvenuto ieri ; complicanze neurologiche legate al virus hanno peggiorato in maniera irreversibile un quadro clinico già molto serio e per la donna non c'è stato più nulla da fare. Si tratta del terzo decesso in Veneto, il primo nella Marca per il 2018. Per trovare altri casi di pazienti trevigiani per i quali la West Nile si è dimostrata letale bisogna andare indietro di sei anni. Era il marzo del 2012 quando un artigiano di 33 anni, residente a Saletto, una frazione di Breda di Piave, è stato ricoverato d'urgenza all'ospedale Ca' Foncello. Il virus si era manifestato in una forma particolarmente virulenta, peggiorata dal fatto che l'uomo era immunodepresso a causa di un precedente trapianto di rene e affetto da una seria patologia metabolica. Oltre alla febbre altissima il giovane aveva sviluppato una embolia polmonare. La sua situazione era precipitata nel giro di poche ore determinandone il decesso. Un anno prima, nel settembre 2011, a causa del virus è morta una 87enne originaria di Navolè di Gorgo al Monticano. L'anziana è spirata all'ospedale Ca' Foncello dopo quindici giorni di ricovero in rianimazione a causa di una encefalite sviluppata dopo aver contratto la West Nile. Per la donna, già debilitata a livello immunitario, non c'è stato nulla da fare per salvarla. --V.C. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI