Decreto dignità Ascom vuole aggirarlo con un contratto solo per la Marca

l'ipotesiAggirare il decreto dignità firmando un contratto territoriale nel quale non siano previste le famigerate causali. È il piano cui sta lavorando Ascom Confcommercio Treviso per dribblare i paletti delle nuove norme sul lavoro: qualcosa di simile era già stato fatto prima del 2014, quando l'allora governo Renzi eliminò l'obbligo delle causali. Non è, tuttavia, un passaggio scontato. È necessario che prima di entrare in vigore il nuovo testo preveda le specifiche territoriali. Ascom si aggiunge alla folta schiera di imprenditori e categorie che criticano il governo - e i rappresentanti locali del Carroccio - per la riforma sul lavoro. il pianoIl problema è stato sollevato da molti titolari di pubblici esercizi della centro: con attività molto legate ai picchi stagionali di lavoro, irrigidire il rinnovo dei contratti - con l'introduzione delle causali - sarebbe deleterio per la sopravvivenza di molti esercizi e dei loro dipendenti. Sarebbe, per Treviso, una prima volta assoluta: «Con le vecchie norme eravamo riusciti a rimuovere le causali» spiega Renato Salvadori, presidente Ascom Confcommercio. «Chi vive la quotidianità del lavoro sa che sono un ostacolo da eliminare, e infatti tutte le parti - con i sindacati in testa - si erano messe d'accordo per un contratto territoriale ad hoc. Ora basterebbe che il testo del decreto dignità prevedesse le specifiche territoriali».la preoccupazioneCome nei giorni scorsi gli industriali, ora anche i commercianti si dichiarano delusi dalla principale forza politica del territorio: «La Lega? Si è mossa su un piano che rischia di diventare inclinato. Stiamo assistendo a una competizione tra due forze politiche che purtroppo è svincolata dalla realtà dei fatti». Per sopperire alle difficoltà di rinnovo del personale, i titolari di pubblici esercizi hanno chiesto a gran voce l'estensione dei voucher: «Il loro utilizzo per ora è consentito solo agli alberghi che occupano fino a otto dipendenti, alle imprese dell'ospitalità e a quelle agricole. Il loro utilizzo va ridefinito: commercio, turismo e servizi sono in assoluto i comparti dell'economia che hanno maggiore bisogno di flessibilità». --A.D.P. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI