«Maria ha potuto vedere i figli prima della sala operatoria»

«Non riusciamo a crederci, è un dramma indescrivibile». Stefano Buso, fratello di Maria, è presente a se stesso ma fa fatica a trattenere il dolore per quanto accaduto a sua sorella. Nella casa di Cimadolmo dove vive la famiglia di Maria i genitori sono chiusi in un dolore difficile da tradurre: hanno avuto la forza di fare poche cose dopo l'arrivo della telefonata che annunciava che non c'era stato più nulla da fare: una telefonata al parroco per comunicare il dramma, poi il silenzio. «Era andato tutto bene, la gravidanza portata avanti fino all'ultimo momento, i bambini sono nati sani, una gioia» racconta Stefano, «poi tutto il resto... è incredibile». Il fratello di Maria racconta dei problemi post parto, della decisione di operare d'urgenza domenica, e poi del limbo dei farmaci. «Maria è riuscita almeno a vedere i suoi bimbi, a stare con loro qualche istante» precisa, ben sapendo il valore di quelle ore dopo il parto per sua sorella.La famiglia Buso fa fatica a trovare un senso, e ancor più il marito di Maria, Fabio Piovesan, ingegnere specializzato negli impianti fotovoltaici. Ieri si è rifugiato nel dolore a casa dei genitori, a Ponzano Veneto, dopo aver passato l'intera giornata al nido dell'ospedale di Treviso assistendo i suoi due figli appena nati, e già orfani di madre. «È sconvolto», ammette Stefano, «è un momento difficilissimo, abbiamo provato a chiamarlo per stargli vicino ma ha preferito prendere tempo». Fabio e Maria si erano sposati a inizio estate di un anno fa, ma convivevano da quattro anni a Maserada sul Piave. Erano una coppia felice, spensierata, la notizia della prossima nascita dei gemelli li aveva resi ancor più euforici, e così chi li conosceva. Tantissimi amici che solo cinque giorni fa aveva riempito di messaggi di auguri la coppia all'annuncio della nascita dei gemelli. Poi il silenzio, e il dramma che ha distrutto i giorni più belli di due famiglie.«È stata una notizia terribile e choccante» ha detto ieri il parroco di Maserada sul Piave a cui la telefonata della mamma di Maria arrivata nel tardo pomeriggio, «io non li avevo ancora conosciuti, vivevano in una zona di nuove case e nuovi residenti. Ora è il momento di stare quanto più vicini possibili al marito, a tuta la famiglia, e ai piccoli». «I medici hanno provato a fare di tutto in questi giorni per salvarla» continuava a ripetersi ieri il fratello di Maria, «ma è stato tutto inutile. Di questi tempi», conclude sconsolato, «si fa fatica ad accettare che la medicina non riesca a risolvere un'emergenza come questa». --F.D.W. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI